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MEETING/ 2. McAleese: ecco la nuova Irlanda, oltre l’odio e lo spirito settario

Pubblicazione:lunedì 23 agosto 2010

Mary McAleese, presidente d'Irlanda Mary McAleese, presidente d'Irlanda

 

Abbiamo visto con terribile chiarezza che l’accordo del 1998 non era un mero evento una tantum, quando la storia cambia per sempre, ma solo l’inizio di un lungo processo per disimparare le vecchie strade e imparare quelle nuove. Come uno dei nostri poeti, John Hewitt, ha dichiarato in modo memorabile, “noi costruiamo per riempire gli arretrati di secoli”. Questi arretrati non saranno riempiti da semplici spettatori.

 

Nei 13 anni da quando sono diventata presidente dell’Irlanda, ho avuto il privilegio di essere testimone di molti cambiamenti del cuore che confinavano con il miracoloso. Ma nessuno è stato più miracoloso del ruolo positivo di costruzione della pace giocato dai paramilitari. Generalmente provenivano da comunità emarginate che avevano sofferto di più durante le violenze e che sentivano un profondo senso di esclusione e vittimismo. Tuttavia alcune delle più radicali iniziative inter-comunitarie stanno venendo da quegli individui che lavorano per assicurarsi che la loro gente possa beneficiare del più completo beneficio della pace. I libri di storia ricorderanno i nomi dei grandi leader che hanno contribuito a promuovere il cambiamento. Ma il fatto che più è in grado di ispirarmi è il potere delle persone comuni di realizzare il cambiamento attraverso le loro vite quotidiane, attraverso quello che loro dicono e fanno. Sono le persone che non hanno lasciato ad altri il compito di cambiare la storia e il cui coraggio, secondo le parole di Winston Churchill, è caratterizzato dal «passare di fallimento in fallimento senza perdere il loro entusiasmo».

 

Il meeting di Rimini resterebbe soltanto sul piano teorico, una buona idea incompiuta, se non fosse per quelli che portano l’idea dell’amicizia oltre ogni sorta di divisione, creano una struttura e si impegnano a farla diventare realtà - le migliaia di volontari che nel costruire il Meeting anno dopo anno, hanno dimostrato un grande desiderio di cogliere l’opportunità di superare la mera curiosità per gli altri e di raggiungere una profonda amicizia e condivisione. Chi può dire se i cuori sono stati cambiati qui o altrove, perché il Meeting di Rimini accade e continua ad accadere.

 

Vediamo la prova del fallimento umano nella nostra pur giusta indignazione, che altro non è se non il segno della nostra mancanza di volontà di risolvere i problemi. Come otteniamo il mondo che vogliamo? Il modo per costruire la pace è lo stesso in tutta Europa e in particolare in Irlanda costruiamo nel modo poco romantico descritto come “un processo di ogni giorno, settimana, mese, cambiando gradualmente opinioni, erodendo lentamente vecchie barriere, costruendo con calma nuove strutture”.

 

Lo facciamo da noi stessi, vivendo la sfida espressa dalle parole di Gandhi: “Sia il cambiamento ciò che volete vedere nel mondo”, e se noi facciamo questo con amore ci riusciremo, pur con i tempi dovuti.

  



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