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TESTIMONIANZA/ Fiammetta: il mio grazie a una signora sconosciuta che spiega la rinascita di Haiti

Pubblicazione:mercoledì 25 agosto 2010

haiti_strada_uominiR375.jpg (Foto)

 

E' difficile sbarcare da Haiti quaggiù nel mondo senza crepe della vita occidentale e riuscire a costruire un discorso, con una logica ferrea e con puntigliose spiegazioni che la gente si attende. Mi agito un po', non mi sento all'altezza, continuo ad avere l'impressione di non riuscire a far capire la cosa più importante: che gli haitiani hanno ritrovato la speranza, la fiducia, che quel desiderio di cose grandi che è la speranza nel domani, ha ripreso forza, è tornato a vivere. Mi è sembrato di non trovare le parole per dire la lunga strada fatta di piccoli passi che ci ha portato dalla tragedia alla finestra sul futuro.

 

Poi, in una pausa tra un importantissimo meeting e una intervista in televisione, mi si avvicina una signora e mi dice: "Sa, lei non può ricordarsi di noi, chissà quante lettere ha ricevuto... Però volevo dirle che la mia scolaresca ha letto i suoi diari e che i bambini hanno voluto raccogliere dei fondi con i loro lavoretti e ve li abbiamo inviati. Non credavamo che avremmo avuto una risposta, invece, sa, è stato bellissimo quando ci è arrivata la mail di AVSI che spiegava ai bambini che con i loro soldini sono stati comprati i banchi per la scuola elementare, e che i bambini del Campo hanno potuto fare gli esami di fine anno, e non hanno perso l'anno scolastico, e che sono pure stati promossi! Sa i miei alunni hanno detto: che bello, hanno ricominciato la scuola grazie ai nostri banchi! E così... A settembre facciamo una nuova raccolta fondi!"

 

Non so nemmeno bene cosa ho risposto alla signora. Credo di aver detto solo un "grazie" prima che mi trascinassero verso i miei irrinunciabili incontri.

 

Cara signora di cui non so il nome: grazie a voi, ai vostri bambini. Il loro cuore semplice ha capito la verità più grande: i nostri piccoli amici haitiani sono tornati a scuola ed ora credono di nuovo nel proprio futuro, credono in un domani che costruirà la loro bella ed orgogliosa Nazione più forte e più bella di prima. Questa "finestra" di speranza che avete saputo aprire non si chiuderà, perchè i nostri piccoli studenti della scuola-tenda sanno ora di poter contare su di voi... Anche per il prossimo anno!

 

Così la domanda dei miei colleghi ha trovato una risposta: no, la gente non ci ha dimenticato, la gente - tanta gente - si ricorda di Haiti e di questo tragico 2010. L'anno della nostra catastrofe, ma anche l'anno in cui abbiamo imparato che il cuore non smette mai di desiderare, e che dal desiderio nasce la speranza, la forza per ricostruire.



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