BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PROPOSTA/ Frattini: una risoluzione Onu per difendere la libertà religiosa

Pubblicazione:

Franco Frattini (Foto Imagoeconomica)  Franco Frattini (Foto Imagoeconomica)

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, sarà oggi ospite del Meeting di Rimini, in un incontro dal titolo “Libertà religiosa e responsabilità politica”. A proposito di questo tema, in questa intervista, Frattini ci anticipa un’importante iniziativa che il governo italiano intende presentare alla prossima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

 

Ministro, ci può spiegare innanzitutto in cosa consiste e quali sono i capisaldi della strategia - anche politica - centrata sulla difesa della libertà religiosa che il nostro paese persegue?

 

Ritengo in primo luogo - ed è convinzione di tutto il governo - che la libertà religiosa sia un diritto fondamentale di ogni persona. E come tale deve essere tutelato non solo in forma difensiva, ma anche attiva: bisogna tutelare la possibilità di esprimere la propria fede non solo nel privato, ma anche nel pubblico. Questo comprende la manifestazione pubblica del proprio credo, dei simboli religiosi, anche nelle scuole, e la possibilità di costruire un luogo di culto. Su questo vogliamo, attraverso la diplomazia italiana, portare avanti una battaglia istituzionale. Proprio alla prossima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che inizierà a fine settembre, l’Italia promuoverà una risoluzione sulla libertà religiosa. Questo sarà un segnale importante che daremo e mi auguro che avremo l’appoggio di tutta l’Unione europea.

 

Ci può anticipare quale sarà il contenuto di questa risoluzione?

 

Parlerà molto del principio del rispetto delle minoranze religiose. Nell’Ue, proprio su proposta mia e del governo italiano, abbiamo ottenuto un’importante risoluzione che impegna le ambasciate europee, la rete diplomatica dell’Unione, affinché in tutti i paesi dove ci sono importanti minoranze (come quelle cristiane in Iraq, Pakistan, India), queste siano rispettate. Abbiamo infatti purtroppo avuto casi tragici e noti di persecuzioni, che l’Europa ha condannato. Da parte mia manterrò quindi questo impegno, questa “bandiera” italiana in Europa, affinché questo principio sia affermato. Parimenti, alla minoranza musulmana europea va garantito, come abbiamo sempre detto, il diritto di esprimere e professare la propria fede.

 

Quali sono le chances che questa risoluzione venga approvata e che il “metodo italiano” funzioni, soprattutto nel quadro del dialogo tra le istituzioni internazionali e gli stati in cui i diritti umani sono violati?

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’INTERVISTA CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO



  PAG. SUCC. >