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CRISI/ Barroso: L'Italia? meglio di altri paesi ma stia attenta al debito...

Pubblicazione:sabato 28 agosto 2010

José Manuel Durão Barroso (Imagoeconomica) José Manuel Durão Barroso (Imagoeconomica)

Ieri il presidente della Commissione europea, José Manuel Durão Barroso, ha parlato al Meeting di Rimini sul tema «L’Europa delle regioni». in questa intervista al sussidiario ha accennato a temi chiave dell’agenda politica come i problemi economici delle regioni, i movimenti indipendentisti, l’allargamento dell’Unione. «L’Ue si ispira al principio di sussidiarietà e non può decidere per gli stati. I criteri per allargare? Sì, ci sono anche quelli culturali. Nel rispetto del pluralismo».

Nonostante i buoni segnali di ripresa, viviamo ancora con lo spettro della crisi economica. Anche su questo si è espresso il presidente della Commissione, e il suo messaggio è incoraggiante. L’Italia «per alcuni aspetti - ha detto Barroso - è messa meglio di altri Paesi: ha un sistema bancario solido, non ha problemi di debito privato, un livello di concorrenza forte in diversi settori, un livello di disoccupazione stabile». Non deve però abbassare la guardia: permangono per il nostro paese «grosse difficoltà sul debito pubblico e sul deficit di bilancio, e credo che su questo ci sarà molto da lavorare per ripristinare la fiducia».

 

Molte amministrazioni locali per colpa della crisi stanno avendo difficoltà a chiudere i propri bilanci. C’è un piano europeo per sostenere le regioni maggiormente in difficoltà, o sono i soli Stati a doversi occupare di tali problemi?

 

No, se ne deve occupare anche l’Europa. L’Europa ha una politica regionale molto forte. L’abbiamo sviluppata per tanti anni; l’Italia ad esempio ne ha beneficiato molto, alcune regioni italiane soprattutto. Questa politica vogliamo mantenerla, perché crediamo in un principio molto importante, che è racchiuso anche nel Trattato di Lisbona, ossia il principio della coesione sociale, economica e territoriale. Per lo sviluppo delle regioni c’è bisogno sia degli sforzi a livello nazionale, ma anche di quelli a livello europeo, specialmente per quelle più vulnerabili. Così, quando presenterò il nostro prossimo progetto finanziario, e quando in settembre presenteremo la nostra revisione di bilancio, certamente ci orienteremo verso maggiori ambizioni riguardo alla politica regionale.

 

Per sostenere tali progetti dovrete emettere le nuove obbligazioni europee, gli spesso evocati euro-bonds?

 

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