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IL CASO/ Perché pacifisti e ambientalisti non difendono l’Africa dalla Cina?

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Come mai la Cina invece non solleva alcuna protesta? Perché le navi cinesi possono devastare le coste africane con campagne di pesca al di fuori di ogni controllo, dragando il fondo marino e rovinando l’ecosistema di quei mari, senza nessuna protesta di quegli implacabili combattenti contro lo sfruttamento occidentale dell’Africa?

 

Perché possono distribuire milioni di fucili, pistole e perfino machete (molti sono stati usati durante il genocidio in Ruanda) senza alcun boicottaggio? Perché possono fornire armi ai ribelli nel Ciad, al dittatore dello Zimbabwe o a chi viola i diritti umani nel Sudan? Questo atroce e orribile silenzio è malvagio, come lo è la silenziosa ma violenta invasione della Cina.

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COMMENTI
08/08/2010 - La vera faccia del comunismo (Marco Facchinelli)

Ecco a cosa mira il comunismo,allo sfruttamento del pianeta in ogni sua parte e in breve tempo, non importa quali danni possa arrecare. Mi meraviglio solo di come non si possa fermare questa enorme massa cancerogena. Dopo essere stata depredata dagli europei, l'Africa si trova ad essere sfruttata dai cinesi...e non sembra ci siano le condizioni per sperare in bene. Ed ecco anche la vera faccia degli ambientalisti, pacifisti, uguali dappertutto, in Italia come nel resto del mondo. Non ci resta che piangere...

 
06/08/2010 - l'Africa? Parte dell'Europa! (Pierre LeBlanc)

I negozi e supermercati di “ferramenta” in tutta l'Europa sono in preda ai prodotti importati dalla Cina. Anche le scale per l'industria, per gli artigiani e le casalinghe sono per la maggior parte prodotte in Cina, pur portando spesso nomi e marchi di produttori e commercianti Europei. "Faraone", "Foppa Pedretti", "Framar", "Frigerio", "Maurer", "Svelt", "Tubesca", "Zarges", (per citare solo alcuni nomi) offrono scale e sgabelli, anche ad alto valore aggiunto e prodotte in Cina. In pochi anni la maggior parte dei produttori di scale in Europa sono diventati agenti dei 1000 e più scalifici cinesi (compresi gli “scalifici ombra” che lavorano, non si sà a quali condizioni, e con quali materiali, e con la manodopera di prigionieri dei Lagodai di stato). Con la crisi mondiale, che ha messo in difficoltà più del 60 % dei produttori di scale e ponteggi in Cina (CICIR, Beijing), il commercio con scale cinesi ha subito una specie di canibalizzazzione: prezzi di svendita e di fallimenti; svalutazione dello yuan che aumenta in modo sleale la concorrenzialità delle merci esportate; contributi del governo cinese a scalifici che esportano scale ad alto valore aggiunto; magazzini europei strapieni: il grande scalificio europeo, abituato a controllare la distribuzione del "suo prodotto cinese", vede "le sue scale" importate e distribuite a qualsiasi prezzo da piccoli scalifici, da grossisti, commercianti, negozianti, broker ed agenzie di produttori e commercianti cinesi stessi.

 
04/08/2010 - La Madonna è con noi e con l'Africa. (claudia mazzola)

Il Dragone rosso si sentirà definitivamente umiliato e sconfitto quando lo legherò non servendomi di una grossa catena, ma di una fragilissima corda: quella del Santo Rosario.