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ATTENTATO IRAN/ Così i conflitti interni rafforzano il fronte degli estremisti

Ieri il presidente dell’Iran Mahmoud Ahmadinejad è scampato a un attentato. STEFANO TORELLI ci aiuta a capire lo scenario che si sta determinando in questi giorni in Medio Oriente

Mahmoud Ahmadinejad (Foto Ansa) Mahmoud Ahmadinejad (Foto Ansa)

Secondo quanto riportato da diverse agenzie stampa e fonti ufficiali, il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadi-Nejad sarebbe scampato a un attentato. Secondo le prime ricostruzioni, una bomba sarebbe esplosa al passaggio del convoglio presidenziale nella città occidentale di Hamadan, ferendo diversi giornalisti, ma non colpendo Ahmadi-Nejad. Secondo altre ricostruzioni, si sarebbe invece trattato di una granata lanciata da un uomo, successivamente identificato e arrestato. L’agenzia ufficiale iraniana, IRNA (Iranian Republic News Agency) ha invece sminuito l’accaduto parlando di un “petardo lanciato da un giovane ragazzo”, aggiungendo che le prime voci di una bomba o di una granata sarebbero state troppo allarmistiche.

 

È evidente, a prescindere dal tipo di ordigno che sarebbe esploso e che, in ogni caso, pare essere stato rivolto contro il Presidente iraniano, che le fonti ufficiali e governative di Teheran tendano a minimizzare l’accaduto, per ovvi motivi di stabilità interna e legittimazione internazionale di Ahmadi-Nejad.

 

Ciò detto, non può non notarsi l’escalation di tensione e violenza che sta colpendo il Medio Oriente nelle ultime settimane, in quella che in apparenza potrebbe essere letta come una serie di eventi concatenati, per lo meno indirettamente.

 

Già tre mesi fa Israele e gli Stati Uniti avevano accusato la Siria e l’Iran stesso di rifornire Hezbollah in Libano di nuovi missili SCUD, contribuendo ad alzare la tensione al confine israelo-libanese. Confine che, proprio martedì, è stato interessato da uno scontro a fuoco tra gli eserciti di Tel Aviv e Beirut, nel quale sarebbero morte almeno cinque persone.

 

A sua volta, l’incidente in questione era stato anticipato dalle dichiarazioni del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, circa la presunta faziosità del tribunale internazionale che sta indagando sull’omicidio contro l’ex Premier libanese Rafiq Hariri, che secondo alcuni sarebbe da imputare ai governi di Damasco e Teheran, proprio grazie alla complicità di Hezbollah.

 

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