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SCENARIO/ La Turchia di Erdogan "pensiona" Ataturk e sfida l'Europa

Turchia, la vittoria dei sì al referendum introduce importanti cambiamenti nella costituzione, ma non solo. L'analisi di GIANLUCA ANSALONE

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Il referendum che ha sancito ieri la vittoria dei “sì” per l’introduzione di importanti modifiche alla Costituzione sottolinea, una volta di più, l’interessante dinamismo che sta conoscendo la Turchia. Un dinamismo a volte controverso, difficile da interpretare in maniera univoca e in tutti i suoi aspetti. Ma certamente con Ankara la geopolitica del XXI secolo dovrà fare i conti direttamente e costantemente. Significativamente, la consultazione referendaria è avvenuta nel giorno del 30° anniversario del colpo di Stato militare da cui la Costituzione è nata.

La Carta, entrata in vigore nel 1982, è infatti frutto del sollevamento militare del 1980 e ne incarnerebbe, secondo i suoi sostenitori, i principi ispiratori: democrazia, laicità e fedeltà al nazionalismo di Ataturk. Se secondo l'AKP (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo) del premier Recep Tayyip Erdogan il referendum costituisce una buona opportunità per garantire maggiore democrazia e mettere il Paese in linea con gli standard dell'Unione europea in vista di una eventuale adesione, secondo l'opposizione si tratterebbe di una manovra per limitare il potere dell’establishment laico in favore della nuova classe dirigente di ispirazione islamica, conservatrice e moderata.

Tra le modifiche introdotte attraverso il referendum figurano richiami ai principi di uguaglianza tra sessi, di “discriminazione positiva” verso persone che hanno bisogno di tutela civile come bambini, disabili e anziani, la creazione della figura del difensore civico, il contratto nazionale di lavoro, il diritto allo sciopero nel pubblico impiego e altre tematiche sociali. Ma gli emendamenti più controversi sono quelli che rimandano all’architettura istituzionale e, quindi, al rapporto tra poteri dello Stato.



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COMMENTI
14/09/2010 - LA FURBIZIA DI ERDOGAN (Z sara)

Ho paura che Erdogan abbia capito bene che per ricevere il consenso dell'Europa (e continuare ad agire indisturbato) doveva mascherare il suo losco intento (la svolta estremista) da "volontà di democratizzare il Paese". Ai custodi della laicità, i militari, hanno applicato il trattamento "Alitalia", li hanno infangati per annientarli e rendere l'opinione pubblica sorda rispetto alle loro ragioni. Pare che, pochi mesi fa, proprio in Turchia gente veniva arrestata senza alcun motivo apparente e neanche le veniva garantito il permesso di vedere il proprio avvocato per settimane (per non parlare dei parenti). I telefoni di un gran numero di cittadini erano sotto controllo... Forse erano solo misure per garantire la svolta verso l'Europa...speriamo. Intanto sarebbe interessante sapere qual è il tasso di alfabetizzazione della popolazione turca per capire meglio quello che sta succedendo e le conseguenza a lungo termine di questo primo "atto di democratizzazione" turca.