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SCENARIO/ La Turchia di Erdogan "pensiona" Ataturk e sfida l'Europa

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica


Tra i cosiddetti “Paesi emergenti”, protagonisti della nuova geometria allargata delle relazioni geopolitiche e geoeconomiche internazionali, la Turchia presenta i profili di un dinamismo particolarmente intenso. Tra assi tradizionali di collaborazione e nuovi orientamenti strategici, il Paese sembra alla ricerca di una nuova identità, dopo il suo chiaro posizionamento nel cinquantennio della Guerra Fredda. Il dibattito in corso tra alcuni analisti internazionali, che pongono il tema in termini di dilemma tra una deriva islamica della Turchia e il tradizionale filoatlantismo ed europeismo è riduttivo e superficiale.

La complessità socio-economica della Turchia ne fa un attore geopolitico imprescindibile, dotato oggi, a differenza del recente passato, di una sua autonomia strategica e di una nuova dottrina pienamente riconoscibile. Molti nodi della storia recente turca rimangono da sciogliere, soprattutto se si osserva il delicato equilibrio tra poteri dello Stato che la tradizione kemalista ha lasciato in sospeso. Dopo la caduta del Muro di Berlino, Ankara ha sostanzialmente investito tutta la sua rendita geopolitica sul dossier della possibile adesione all’Unione europea. Un'ambizione che rimane ancora il principale orizzonte politico del Paese.

Ma, a fronte di un processo di allargamento dello spazio dell’Ue che ha creato più ostacoli che privilegi alla domanda turca, il governo di Erdogan ha assunto un atteggiamento improntato al maggior realismo politico: i negoziati proseguono secondo un’agenda tecnica già fissata, rinunciando ai privilegi di una adesione “politica”, ma la Turchia si presenterà a quell’appuntamento con una sua forte struttura-Paese, con degli orientamenti consolidati e, soprattutto, con un’agenda geopolitica che spetterà poi all’Europa valutare e, eventualmente, incorporare.



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COMMENTI
14/09/2010 - LA FURBIZIA DI ERDOGAN (Z sara)

Ho paura che Erdogan abbia capito bene che per ricevere il consenso dell'Europa (e continuare ad agire indisturbato) doveva mascherare il suo losco intento (la svolta estremista) da "volontà di democratizzare il Paese". Ai custodi della laicità, i militari, hanno applicato il trattamento "Alitalia", li hanno infangati per annientarli e rendere l'opinione pubblica sorda rispetto alle loro ragioni. Pare che, pochi mesi fa, proprio in Turchia gente veniva arrestata senza alcun motivo apparente e neanche le veniva garantito il permesso di vedere il proprio avvocato per settimane (per non parlare dei parenti). I telefoni di un gran numero di cittadini erano sotto controllo... Forse erano solo misure per garantire la svolta verso l'Europa...speriamo. Intanto sarebbe interessante sapere qual è il tasso di alfabetizzazione della popolazione turca per capire meglio quello che sta succedendo e le conseguenza a lungo termine di questo primo "atto di democratizzazione" turca.