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ATTACCO LIBICO/ Finanzieri italiani sulla motovedetta costretti a scendere sottocoperta

Quando è iniziato l’attacco libico contro il peschereccio «Ariete», i militari della Guardia di finanza sono scesi sottocoperta. Il dettaglio relativo all’attacco libico emerge dai primi atti raccolti dai funzionari del Viminale incaricati di svolgere accertamenti per capire che cosa sia davvero accaduto

Il peschereccio attaccato dai libici Il peschereccio attaccato dai libici

ATTACCO LIBICO – Quando è iniziato l’attacco libico contro il peschereccio «Ariete», i militari della Guardia di finanza sono scesi sottocoperta. Lo rivela Fiorenza Sarzanini sul Corriere. Il dettaglio relativo all’attacco libico emerge dai primi atti raccolti dai funzionari del Viminale incaricati di svolgere accertamenti per capire che cosa sia davvero accaduto domenica pomeriggio e stabilire se le procedure siano state rispettate. Mentre dalla motovedetta libica partiva l’attacco, i finanzieri sono dovuti uscire di scena perché questo prevede l’accordo firmato dai due Paesi. Il trattato inoltre vieta loro di «eseguire controlli sui mezzi navali individuati», imponendo di salire a bordo «in abiti civili, scevri da ogni segno distintivo». Attraverso gli ufficiali di collegamento che si trovano a Tripoli, la commissione guidata dal prefetto Rodolfo Ronconi ha acquisito le testimonianze sull’attacco libico fornite dai due sottufficiali che insieme ai quattro «tecnici» erano sulla motovedetta.

 

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