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IRAQ/ Biloslavo: Obama mette fine alla missione Usa per "colpa" delle elezioni di Midterm...

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Sono due Paesi completamente diversi, come struttura tribale e nazionale. Certo si può copiare qualcosa, per esempio l’idea di Petraeus di utilizzare contro Al Qaeda i sunniti, che prima combattevano contro gli Usa. Adattandolo in Afghanistan alle tribù pashtun, che sono stanche delle vessazioni di Al Qaeda. Anche se in Iraq non c’era una presenza di Al Qaeda come in Afghanistan, dove è quasi predominante. In Afghanistan bisogna riuscire a parlare al cuore e soprattutto alla pancia della popolazione, portandola dalla propria parte.


Come valuta il ruolo giocato da Obama nella guerra in Iraq?
 

Obama è sempre stato contrario alla missione in Iraq, coerentemente ha sempre detto che voleva portare i soldati a casa. Ma nello stesso tempo ha ringraziato Bush: «Eravamo su posizioni diverse, ma siamo entrambi patrioti». Bush ha voluto invadere l’Iraq, abbattere Saddam Hussein, e quindi poi ha sopportato tutto quello che è successo dopo fino all’arrivo di Obama. Corretto e inevitabile riconoscere che se la missione è stata compiuta è merito suo.
 

La guerra in Iraq è stata di fatto conclusa da Petraeus sotto l’amministrazione Bush. Obama non ha neanche avuto la possibilità di fare molto, perché tutto era già stato tracciato. Gli irakeni riusciranno piano piano a garantire la propria sicurezza e a governare se stessi. Il ritiro americano non è una fuga, giunge in un momento in cui le cose stanno volgendo al meglio, gli attentati rispetto al 2007 si sono ridotti di dieci volte e, anche se ci sono motivazioni legate alla politica interna, comunque la situazione permette una riduzione delle truppe.

 

(Pietro Vernizzi)
 



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