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Esteri

PAPA/ 1. Magister: così Benedetto ha ritrovato l’unità coi fratelli inglesi

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La risposta del Papa è importantissima, perché dice che le norme fondanti che possono governare la comunità civile sono «accessibili alla ragione» prescindendo dal contenuto della rivelazione. Benedetto XVI ha tolto di mezzo un equivoco, quello secondo il quale uno stato moderno, perché moderno, non può essere in grado di reggersi su norme incontrovertibili. La tesi del Papa è esattamente opposta: la società civile ha queste regole e le può raggiungere con le sole forze della ragione.

 

E la Rivelazione che cosa ci sta a fare, se la ragione da sola è già in grado di raggiungere i fondamenti?

 

Il Papa ha confermato quello che dice da anni e ha ripetuto testualmente lo stesso schema messo in campo al tempo del suo dibattito pubblico con Jürgen Habermas, e cioè il ruolo reciprocamente purificatore di fede e ragione. È vero che la ragione può raggiungere da sola i fondamenti del vivere civile, ma con molte difficoltà e ostacoli; la religione può aiutare la ragione in questo compito e purificarla dalle tendenze disastrose che il ’900 ha sperimentato in modo drammatico. Viceversa la ragione può aiutare la religione a purificarsi dalle tendenze fondamentaliste. Quello tra ragione e fede è la vera «offerta di dialogo» lanciata simbolicamente da Benedetto XVI nella Westminster Hall.

 

Il Papa stesso teneva molto a questo viaggio per presenziare alla beatificazione del cardinal Newman. Perché la sua figura è così importante oggi per Benedetto XVI?

 

Egli seppe individuare problemi e compiti che sono tuttora aperti: in particolare il Papa ha ricordato la sfida di quello che Newman chiamava liberalismo e che oggi si chiama relativismo, cioè l’incapacità di tanta cultura attuale di darsi un orientamento, l’essere senza punti fermi. Contro questo smarrimento importante di tanta parte dell’umanità moderna Newman ebbe una capacità diagnostica ed elaborativa assolutamente efficace.

 

Non ultimo il ruolo della coscienza...

 

Sì, perché secondo Joseph Ratzinger, Newman è probabilmente il pensatore che dopo Agostino più ha saputo capire il cuore dell’uomo. Nell’odierno dominio della soggettività Newman dà alla coscienza un ruolo assolutamente centrale, strettamente connesso e anzi «attaccato» per natura alla ricerca della verità. È il binomio coscienza-verità quello che caratterizza il pensiero di Newman, e che Benedetto XVI vuole ripresentare come fondamentale per l’uomo d’oggi.

 

Dopo questo viaggio qual è lo spazio di un lavoro comune tra Chiesa cattolica e Chiesa anglicana?

 

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