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PAPA/ 2. Milbank (anglicano): da questo Papa abbiamo reimparato la ragione e la fede

JOHN MILBANK, teologo anglicano, commenta la visita di Benedetto XVI in Gran Bretagna conclusasi ieri con la beatificazione del Cardinale John Henry Newman

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Si è conclusa ieri, con la beatificazione del Cardinale John Henry Newman, la visita di Benedetto XVI in Gran Bretagna, su invito ufficiale della Regina Elisabetta. Un’importante visita di Stato, ma anche l’incontro tra due Chiese cristiane ultimamente più vicine.

Per questo motivo ilsussidiario.net ha chiesto a John Milbank, Professor in Religion, Politics and Ethics nell’Università di Nottingham e cofondatore del Radical Orthodoxy movement, di approfondire il significato della visita del Papa e della beatificazione di Newman.

Professore, ieri c’è stata la cerimonia di beatificazione del Cardinale John Henry Newman. Com’è stato percepito questo evento da parte della gerarchia e dei fedeli della Chiesa anglicana?

Sia la gerarchia anglicana che una grande maggioranza dei fedeli sono lieti per la beatificazione di Newman e sono commossi dal riconoscimento del Papa di questo grande cristiano inglese, che ha così fortemente contribuito a formare l’attuale vita sia della Chiesa anglicana che di quella cattolica.

Senza Newman, la celebrazione settimanale dell’Eucaristia non sarebbe diventata usuale nelle parrocchie anglicane. La sua influenza ha aiutato a “cattolicizzare” la pratica anglicana in un modo decisivo, che i principali vescovi anglicani sono oggi coscienti di dover difendere contro le pressioni in favore di un falso populismo.

Per quanto riguarda la Chiesa cattolica, insieme ai grandi teologi della Scuola di Tubinga nell’800, egli è stato uno dei primi in epoca moderna a suggerire l’importanza della storia, dell’immaginazione, della cultura e dell’unione integrale tra mente e sentimento nell’elaborazione della verità cristiana.

Anche prescindendo dalla violenta opposizione degli ambienti laicisti e atei, si ha però la sensazione che gli anglicani abbiano timore di possibili “arruolamenti” di fedeli della Chiesa anglicana nella Chiesa di Roma. È corretta questa impressione? 

 

No, non è così. Finora le indicazioni dicono che si tratta di numeri non grandi, ma anche se fossero considerevoli, la maggioranza degli anglicani è convinta, e spera, che l’emergere di una “Chiesa Uniate” anglicana aiuterebbe, non ostacolerebbe, un riavvicinamento tra le due confessioni.

Un elemento importante è che attualmente ci sono circa 600 candidati anglicani al sacerdozio (di cui circa la metà donne), dai quali potrà essere assicurato un adeguato sostegno alla vita delle nostre parrocchie, tra le più vivaci in Europa. Questo numero di aspiranti al sacerdozio è circa dieci volte quello della Chiesa cattolica nel Regno Unito, pur in presenza di un numero di laici circa uguale se non superiore. Comunque, anche il numero di vocazioni cattoliche sta recentemente aumentando nel Regno Unito.

Cosa possiamo apprendere oggi dalla vita e dall’insegnamento del Cardinal Newman?

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