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PAPA/ 2. Milbank (anglicano): da questo Papa abbiamo reimparato la ragione e la fede

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Nonostante la Gran Bretagna sia diventata oggi molto secolarizzata, vi sono forti segnali di un rinnovamento culturale e politico che ha sorgenti religiose. Questo è vero nel caso di molti degli attuali, seri artisti, scrittori e poeti, che verranno ricordati a lungo dopo che saranno dimenticati molti dei nomi ora di moda. Questo è vero anche per nuovi movimenti come i London Citizens, guidati ampiamente da chiese, sinagoghe e moschee. I cattolici sono in prima linea in questo movimento, basato soprattutto sulla dottrina sociale della Chiesa cattolica, ma anche gli anglicani sono largamente coinvolti. È davvero notevole come la migliore tradizione del pensiero sociale anglicano (che ha aiutato a dar forma a un particolare approccio britannico alle relazioni internazionali, in confronto a quello, per certi versi cinico, del “realismo” americano) sia congruente con la migliore tradizione del pensiero sociale cattolico. Entrambe le tradizioni concordano nel promuovere il primato della società civile e il ruolo delle “istituzioni intermedie”, sia all’interno che tra le nazioni, riducendo al contempo l’importanza sia della sovranità dello Stato-nazione, sia dell’affarismo economico.

 

Lei è uno dei fondatori del movimento Radical Orthodoxy. Da questo punto di vista, qual è il suo giudizio sulla visita del Papa?

 

Ho salutato questa visita come un nuovo passo sulla strada di una riunione di tutte le Chiese fondate sull’episcopato. E mi azzardo a dire che vedo una forte coerenza tra Radical Orthodoxy e la teologia del Papa: entrambe sottolineano l’unità di fede e ragione, il naturale desiderio verso il soprannaturale, l’importanza dell’eredità platonica per lo sviluppo del pensiero cristiano e la convinzione che solo un umanesimo cristiano può superare l’impulso verso un nichilismo amorale intrinseco al secolarismo.

In un certo senso, qui il tema riguarda l’infinito: superando il platonismo, il cristianesimo ha legittimato un infinito, apparentemente traumatizzante, di desiderio, perché sostiene che questo desiderio può essere compiuto e soddisfatto da un Dio infinito. Ma se si nega questo Dio, il genio dell’infinito può essere rimesso dentro la bottiglia del paganesimo. Di conseguenza, il post-cristiano non postula un umanesimo moderato di tipo ciceroniano, ma piuttosto l’abbraccio di Prometeo, disperato o demoniaco, dell’infinito come abisso del nulla.



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