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Esteri

IL FATTO/ La questione dei Rom porta a galla i veri guai dell'Europa

L'espulsione dei rom dalla Francia, spiega DAVID BLAZQUEZ da Parigi, mette in luce come l'interazione tra le leggi comunitarie e la sovranità degli Stati sia ancora un problema irrisolto

sarkozy-europaR400_4ott10.jpg(Foto)

L’incontro dei capi di Stato europei a Bruxelles è diventato una variazione sul tema dei rom. La tempesta scoppiata mercoledì scorso dalle dichiarazioni del Commissario europeo alla Giustizia, Viviane Reding, in cui paragonava lo sgombero dei campi di nomadi da parte del governo francese alle deportazioni della Seconda Guerra Mondiale non ha fatto che continuare negli ultimi giorni. Dalla Merkel a Berlusconi, passando per Zapatero e Barroso, tutti si sono pronunciati sul tema. Ripercorriamo i fatti di una vicenda cominciata oramai qualche mese fa.

L’assassinio del giovane rom Luigi Duquenet a metà luglio e i disturbi avvenuti a suo seguito a Saint-Aignan (Loir-et-Cher) e a l’Isère sono stati la scintilla che ha fatto scoppiare di nuovo, il luglio scorso, l’eterna polemica sui rom e i nomadi. Questa volta, invece, la risposta del governo francese non è stata un’avvertenza ma un’iniziativa politica destinata, parole di Sarkozy, a «portare avanti una lotta implacabile contro la criminalità». Dopo le riunioni di fine luglio si decise di espellere i rom dei campi irregolari e di sgomberare più di 300 accampamenti illegali nel giro di tre mesi. Detto e quasi completamente fatto.


Quest’iniziativa politica ha destato numerose critiche. Tra i primi a contestare furono le associazioni di gens de voyage e la sinistra francese. Entrambi accusarono l’esecutivo di portare avanti una politica ritenuta «razzista e discriminatoria» e destinata a tirar via lo sguardo dai problemi interni del governo di Sarkozy riguardo l’affaire Bettencourt e le accuse di finanziamento illegale del suo partito (UMP).

La polemica, nei primi giorni svoltasi esclusivamente in territorio francese, ha attaccato presto in altri paesi. Oltralpe, il ministro Maroni, in un’intervista del 21 agosto, dava ragione a Sarkozy e sosteneva, ricordando le espulsioni effettuate a Roma dal sindaco Veltroni nel 2007, che la Francia non aveva fatto che «copiare» l’esempio dato dall’Italia. Mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei, gli rispondeva che «il governo italiano non può autonomamente decidere in riferimento a una politica europea che invece stabilisce sostanzialmente il diritto di insediamento e di movimento».

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COMMENTI
22/09/2010 - L'EUROPA DEI POPOLI (Guido Gazzoli)

proprio ieri partecipavo ad una riunione per la realizazzione di una ricerca da parte della UE in ambito aerocommerciale. Il lavoro costerà soldi ( a parte il contributo volontario del sottoscritto e altri partecipanti)e servirà ad un emerito tubo perchè le sue conclusioni non potranno modificare per legge i limiti psicofisici dei naviganti aerei che attualmente mettono in pericolo la sicurezza , data l'opposizioni delle lobby economiche gestite dalle Compagnie. E' l'Europa delle economie forti e dei poteri bancari...purtroppo quella dei popoli non esiste e finchè non ci sarà una protesta dal basso non si realizzerà. E i problemi dei rom diventeranno quelli degli stranieri residenti o dei diversi.... What a wonderfull world!!! Guido Gazzoli