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Esteri

BATTISTI/ De Michelis: perchè alcuni politici vogliono "cavalcare" il caso come per Ustica?

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Nonostante tutto, abbiamo ritenuto il nostro rapporto con la Francia, nell’ambito dell’Unione Europea, prevalente. E’ stato lasciato uno spazio, poi, all’interno della dottrina Mitterand, in cui in casi come questo si potevano avere valutazioni differenti. Tutto ciò, pur mantenendo il nostro punto di vista, lo abbiamo di fatto accettato, così come i francesi hanno, in seguito, parzialmente modificato le proprie impostazioni.


L'Italia, a suo avviso, sta commettendo degli errori nel quadro complessivo della vicenda?


Credo di no. Ho ritenuto molto appropriata la posizione tenuta dalla Farnesina fino a questo momento. Credo che l’approccio corretto consista nello sfruttare fino in fondo tutti gli strumenti della legalità secondo un’ottica legata a due logiche: quella dei trattati di cooperazione giudiziaria tra Paese e Paese, e quella della giustizia internazionale, al fine di ottenere che prevalga la costituzione di una sorta di stato di diritto globale. E’ una strada che negli ultimi vent’anni è andata via via consolidandosi; basti pensare ai casi di numerosi criminali internazionali. “Dichiarare guerra” al Brasile, invece, o attuare iniziative di rappresaglia mi sembra assolutamente ridicolo e infantile.

 

I nostri rapporti con il Brasile rischiano di compromettersi?