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DIARIO HAITI/ Un anno dopo, così terremoto e colera hanno "ricreato" un popolo

Pubblicazione:mercoledì 12 gennaio 2011

Foto Ansa Foto Ansa

Ma pensiamo anche a tutte le persone che abbiamo visto soffrire e morire nelle settimane e nei mesi successivi, i bambini prematuri che non ce l’hanno fatta, le giovani mamme morte per parti in condizioni terribili, i bambini malnutriti portati via in una notte da una banale febbre senza che avessimo un antibiotico per loro, e poi ancora recentemente i malati di colera che non abbiamo potuto salvare in tempo. Queste persone per noi oggi non sono cifre - terribili nella loro drammaticità - ma sono volti, i volti delle persone a cui abbiamo voluto bene.

 

Ci ritroviamo fra colleghi e amici, ci raccogliamo e preghiamo ciascuno a modo suo, ma insieme, perché questa tragedia ci ha insegnato anche che le nostre differenze di credo e di religione e di corrente religiosa, sono piccolezze senza significato di fronte alla sofferenza e all’immenso valore della vita. Ci sentiamo uniti e ci facciamo coraggio, per ricordarci l’un l’altro che il dolore non deve vincere sulla speranza, che lo scoraggiamento non deve prendere il sopravvento.

 

Nel nostro anno terribile, abbiamo scoperto anche la grandezza della speranza che ci ha spinti sempre a guardare al domani, il coraggio di chi ha saputo rialzarsi e ricominciare, il valore dell’amicizia e della solidarietà. Il trionfo della vita sulla morte, sempre. Oggi, nella nostra città ancora martoriata, distogliamo gli occhi dalle ferite dei crolli e dei cimiteri, per fissarci invece sui piccoli e timidi cantieri, sulle carriole che percorrono su e giù le nostre strade, sugli umili mercati che raccontano una vita che riparte dal basso. Noi oggi vogliamo vedere il domani di Haiti.

 

Abbiamo imparato tanto da quest’anno. Grazie alla straordinaria solidarietà di tutti gli amici di Avsi abbiamo soccorso la nostra gente fra le macerie, abbiamo costruito campi per decine di migliaia di persone, abbiamo portato milioni di litri di acqua e imparato come trattare i nostri piccoli bambini troppo magri per vivere, abbiamo permesso a oltre 2.000 mamme di salvare i propri piccoli semplicemente allattandoli, abbiamo permesso che ognuno dei nostri 15.000 bambini trovasse un posto dove sorridere e giocare e vivere momenti sereni.


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