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DIARIO HAITI/ Un anno dopo, così terremoto e colera hanno "ricreato" un popolo

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Foto Ansa  Foto Ansa

Abbiamo fatto mille lavori e imparato con umiltà che non sappiamo fare tutto, ma che possiamo provarci. I nostri insegnanti hanno fatto scuola all’aperto, poi sotto i teloni, poi in tenda, poi sotto le tettoie. Ora sono dentro le loro classi, con i nostri quasi 5.000 bambini che nonostante tutto hanno terminato l’anno scolastico. Orgogliosi di esserci. Le nostre infermiere hanno cercato i bambini malnutriti di maceria in maceria, poi dentro le tende bianche in mezzo ai campi rifugiati, poi nelle strutture provvisorie, e ora finalmente 15.000 tra mamme e bambini hanno una struttura vera dove rivolgersi.

 

Ma il risultato piu grande per noi è che oggi come il 12 gennaio 2010, la nostra gente la mattina si alza e trova il coraggio di cominciare, il coraggio di coltivare la speranza nel futuro. È questa la loro forza, e questa la nostra certezza per il domani.

 

Un pensiero speciale agli amici che non ci sono più e al collega Junior. Noi non dimenticheremo il giorno in cui Haiti ha insegnato al mondo il coraggio della speranza.

 

(Fiammetta Cappellini)

 

In Italia per non dimenticare Haiti AVSI con AGIRE è a Roma il 12 gennaio alla Casa del Cinema, ore 10:30, Villa Borghese, Largo M. Mastroianni, 1. Maggiori info su www.avsi.org



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