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Esteri

G2/ Cina-Usa, prove di leadership ai danni dell’Europa

Barack Obama insieme a Hu Jintao (Ansa)Barack Obama insieme a Hu Jintao (Ansa)

L’America è stata per trent’anni il faro che ha guidato la crescita cinese, la Cina ha ancora bisogno di questo faro perché la sua crescita non è finita e non è psicologicamente e politicamente pronta per fare il leader del mondo.

Si teme che dalla Cina possa partire un’ondata inflattiva capace di un contagio globale. Basteranno le azioni della banca centrale cinese a tenere sotto controllo la situazione?

Questo è un problema cruciale enorme ed è il frutto in realtà dello sviluppo di questi ultimi due anni che è stato diverso nelle maggiori regioni del mondo. In Cina il potente piano di sviluppo varato alla fine del 2008 ha rapidamente portato il paese fuori dalla crisi, ma oggi è arrivata l’inflazione quando segni di inflazione mancano in Usa ed Europa, dove ce ne sarebbe bisogno, e dove la Fed ha bisogno di una politica espansiva per far crescere investimenti e consumi. D’altro canto un raffreddamento troppo drastico ed effettivo dell’economia cinese potrebbe anche essere un freno alla ripresa globale, a cui la Cina ha tanto contribuito in questi due anni. Occorrerebbe quindi un coordinamento maggiore tra Usa e Cina per raffreddare la crescita cinese ma non congelare quella del mondo e non esportare inflazione cinese. Questo è molto difficile, bisogna saperlo, anche perché le misure di intervento economico nazionali già da sole non hanno effetti certissimi, quelle coordinate a livello internazionale sono ancora più incerte, anche se ora sono di certo necessarie.

Verso la fine del 2010 si è parlato di guerra tra valute e in particolare tra yuan e dollaro. Che 2011 dovremmo aspettarci da questo punto di vista?

Qui il vertice sarà cruciale. O i due paesi trovano un accordo che riguarda la valutazione dello yuan e le esportazioni cinesi, oppure rischiamo una serie di attriti. Qui ci sono due aspetti, uno di breve l’altro di lungo termine. Nel breve bisogna capire il livello di cambio tra yuan e dollaro positivo per entrambi i paesi, al tempo stesso l’America deve limitare le importazioni mentre la Cina limitare l’export. In medio e lungo termine bisogna capire se questo ordine economico mondiale basato sulla centralità del dollaro sia possibile da mantenere e a quali condizioni.

La Cina si è detta pronta ad aiutare l’Europa alle prese con il problema dei debiti sovrani. Questa mossa è stata interpretata anche in chiave anti-dollaro.