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MEETING NEW YORK/ Un coro gospel in mezzo a Manhattan...

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New York Encounter  New York Encounter


Almeno un migliaio di persone sono convenute per questa celebrazione, pronte a trascorrere l’intera giornata visitando le mostre, assistendo all’affollato programma di conferenze, mangiando qualcosa nella caffetteria allestita nel basement  o facendosi uno snack al “Lavazza Coffe Shop”.

S.E. Chomali guarda con curiosità e ammirazione questa strana cosa che sta succedendo, e offre - cosi ci dice - l’unico vero dono che ha da darci: far sì che il pane e il vino diventino corpo e sangue di Nostro Signore.  A queste parole alcuni tra le fila del coro di Harlem rispondono con un appassionato “Amen!”, cosi come fanno - e sanno fare - solo loro. Le parole del Vescovo sono semplici e vibranti, tutte centrate sulla testimonianza della fede portata al mondo. Proprio come il nostro New York Encounter.

E il coro? Il coro... ”spacca”! È quantomeno curioso vedere come coloro che assistono alla Messa rispondano al trasporto con cui gli amici di Harlem “pregano cantando”. Pregano con la voce, con il loro muoversi ritmico, con il battito delle mani. Dapprima, chi non c’è abituato, resta un momento perplesso, ma ci vuol poco a cedere di schianto al vigore trascinante di questo modo di esprimere la fede.

Venticinque donne di colore nei loro gowns (quegli abiti che tutti i Gospel singers usano... come nei film) bianchi, neri e argento, di ogni età e stazza, tutte le possibili variazioni di colore che la carnagione umana (scura...) può avere, dal profondo nero al nero pallido, voci esili e gentili da rubarti l’anima o vocioni da spaccarti il cuore. 


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