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SUDAN/ Scontata la vittoria dei sì all’indipendenza del Sud del paese

Sudanesi si recano a votare al referendum per l'indipendenza del Sud Sudanesi si recano a votare al referendum per l'indipendenza del Sud



Fu la causa di una guerra civile durata con intervelli fino ai giorni nostri, con milioni di morti provocati anche dalle frequenti carestie. Nel 2004, la condizione del Sudan è stata definita dalla Comunità Internazionale "la più grave situazione umanitaria esistente". Finalmente, a partire dal 2005, si è cominciato a lavorare a accordi di pace che prevedessero la possibilità di un referendum in cui le popolazioni decidessero o meno l’indipendenza del Sud della nazione.

Il nome Sudan deriva dall'arabo Bilad al-Sudan, che vuol dire "Paese dei Neri", poiché gli arabi così chiamavano i territori confinanti col Sahara meridionale, le cui popolazioni erano appunto di colore.

IL REFERENDUM – Con la presenza di osservatori internazionali quali l’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, le fasi di votazione si sono finalmente concluse. I risultati preliminari dovrebbero essere annunciati il 31 gennaio, anche se le procedure di voto dei sudanesi residenti in Australia sono state bloccate per via delle gravi inondazioni che hanno colpito quel continente, mentre il risultato definitivo potrebbe essere reso pubblico verso il 6 febbraio.

C’era gran paura che questo referendum potesse sfociare in un bagno di sangue. Fortunatamente non è stato così. Circa il 90% degli aventi diritto si è recata ai seggi, sopportando volentieri anche lunghe file di ore. A due giorni dalla chiusura dei seggi, il capo della missione Ue, Veronique de Keyser, ha detto che i termini ''usati per descrivere il referendum sono: credibile e pacifico''.



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