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Esteri

LA STORIA/ Tzidkiahu, l’ex soldato che porta gli israeliani in gita in Palestina

Bambina palestinese nella Striscia di GazaBambina palestinese nella Striscia di Gaza

Il contatto con l’esercito è molto positivo. Ci sta aiutando. Senza di loro non potremmo farlo perché deve essere una cosa legale. Siamo in contatto con il commando centrale che ci dà i permessi per poter andare, ci dà la possibilità di non infrangere la legge. Recentemente abbiamo avuto anche il supporto della polizia di Gerusalemme. Non so cosa pensino, fatto sta che ci stanno aiutando. A volte quando arriviamo al checkpoint abbiamo dei problemi con i soldati, perché per loro è inconcepibile avere di fronte alcuni loro connazionali che cercano di entrare in Palestina.

E cosa dicono?

Molti sono sorpresi, ci controllano per molto tempo perché vogliono essere sicuri che abbiamo i permessi, chiamano l’ufficio del generale e può capitare che passiamo 2 o anche 3 ore al checkpoint.

Ma sono contenti di quello che sta accadendo?

Alcuni sono indifferenti, altri mostrano entusiasmo, mentre una minoranza è aggressiva, cerca di ostacolarci, ma ovviamente essendo legale non possono farci niente.

Allora non passi proprio tranquillamente...