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IL PILOTA BUONO/ Il comandante di un volo aereo decide di partire in ritardo. Perché? Ecco la storia...

Un jet in attesa di decollo Un jet in attesa di decollo



Nel suo racconto, la moglie dell'uomo dice che gli addetti dell'agenzia di viaggio fecero fatica a trattenere le lacrime sentendo i motivi del viaggio. In stato confusionale per il dolore, l'uomo, arriva all'aeroporto di Los Angeles con due ore di anticipo. Nonostante questo, la lunga fila e le lungaggini per lo smistamento dei bagagli mette l'uomo nelle condizioni di rischiare di perdere il volo. Disperazione. Inutili le richieste quasi in lacrime al personale affinché gli permetta di passare avanti nelle file dei controlli. Niente da fare.

Sebbene perdere quel volo avrebbe significato per lui perdere l'ultima occasione di vedere il nipotino, nessuno si commuove per lui. I minuti passano e l'uomo riesce ad arrivare al suo terminal di partenza che ormai sono passati diversi minuti dall'orario di partenza. E qui succede l'impensabile. Vede piloti e personale di servizio davanti al cancello di marco. "E' lei Mark?" chiede uno dei piloti. Siamo addolorati per la perdita di suo nipote. Abbiamo tenuto l'aereo fermo per aspettarla". "Senza di me" dice il comandante del volo "l'aereo non parte e io sono qui ad aspettarla. Adesso si accomodi, la porteremo a destinazione".

In totale, il volo parte con soli dodici minuti, ma la decisione del pilota è una decisione incredibilmente coraggiosa per chi fa quel tipo di lavoro. I piloti sono tenuti a far rispettare con la massima severità gli orari di partenza, le lamentele dei viaggiatori nei confronti delle compagnie aeree sono un lusso che esse non possono permettersi, pena la perdita dei clienti stessi. Ma il comandante del volo, che ha voluto rimanere anonimo, ha avuto abbastanza coraggio e fermezza per imporsi ai suoi superiori e ottenere di aspettare il signor Mark.