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Esteri

MILITARE UCCISO/ Perchè rimanere ancora in Afghanistan?

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Enorme. A noi è affidata la gestione della provincia di Herat. Paragonabile, in Italia, alla Lombardia. Storicamente, la provincia - una delle più antiche in Afghaistan - è persiana; ha dietro di sé una cultura millenaria, è luogo di traffici e relazioni con l’Iran e con gli stati del Nord, ed è una zona ricca non solo per il commercio ma anche per le opportunità naturali.

 

Oggi il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha detto che «per la prima volta dopo tanti anni non stiamo solo dentro le basi fortificate, ma miriamo a controllare il territorio per fare in modo che la popolazione afghana rientri nei suoi villaggi». Cosa significa? E’ cambiata la nostra strategia?

 

L’esigenza, in vista di un’uscita dall’Afghanistan, prevista per il 2014, è quella di portare la normalità nelle aree di periferia. Il fatto è che non esiste un afghano che lavori per i talebani in virtù della propria fede religiosa o per qualche forma ideologica. Lavora per loro perché gli conviene. E – laddove i militari alleati non sono presenti – ritorsioni e minacce da parte dei talebani perché i contadini stiano dalla loro parte sono all’ordine del giorno. Questa operazione costituisce un sistema di rapporto funzionale, e rende conveniente ai contadini lavorare per gli estremisti. I nostri cercano, quindi, di punteggiare le aree di periferia con delle piccole basi, per poter garantire più sicurezza a questa gente. “Dovete avere meno paura – gli stanno dicendo -. Siamo qui ad aiutarvi”. Questo sta avendo un certo successo ed è la ragione per cui ci sparano addosso.

 

In sostanza, i talebani ci vedono come dei “concorrenti”?



COMMENTI
19/01/2011 - Grazie a Dio ci sono anche per me. (claudia mazzola)

Venire via perchè ti uccidono? Che soldato saresti? Non fanno quel mestiere per la divisa, ce l'hanno dentro di essere fatti così. Dio benedica e conservi i nostri militari.