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Esteri

MILITARE UCCISO/ Perchè rimanere ancora in Afghanistan?

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La perdita di una vita umana è sempre drammatica. La coscienza che possa accadere, in un contesto del genere, è ben presente nei militari che operano là. E mi sembra che ci sia in gran parte del nostro Parlamento. Quello che mi ha colpito è che i nostri vogliono e credono di lavorare per l’Afghanistan. Sono uomini che nella consapevolezza di dover difendere e nella capacità di farlo sono i primi a costruire un’opportunità di dialogo non violento. Concretamente, in 5 anni, abbiamo costruito quasi 100 scuole, ognuna con circa 1.000 bambini.

 

In Afghanistan l’Italia ha una lunga tradizione di rappresentanza diplomatica. Come incide questo nel rapporto con la popolazione e con i Paesi alleati?

 

E’ “antica” la nostra presenza diplomatica ma anche quella della Chiesa cattolica. I padri barnabiti sono lì da 80 anni e non si sono mai spostati. C’è, quindi, da parte nostra, una conoscenza profonda del Paese. Sarebbe opportuno che questo venisse riconosciuto e affermato con più forza anche dagli Alleati. Siamo lì da tantissimo tempo, ed è bene non perdere posizioni nei confronti degli altri Paesi che sono arrivati solo adesso.

 

(Paolo Nessi)

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COMMENTI
19/01/2011 - Grazie a Dio ci sono anche per me. (claudia mazzola)

Venire via perchè ti uccidono? Che soldato saresti? Non fanno quel mestiere per la divisa, ce l'hanno dentro di essere fatti così. Dio benedica e conservi i nostri militari.