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ATTENTATO AD ALESSANDRIA/ L’Imam: il Papa fa ingerenza negli affari interni dell’Egitto

Lo scoppio della bomba ad Alessandria d’Egitto ha fatto salire sopra i livelli di guardia la tensione tra la maggioranza musulmana e la minoranza coopta del Paese

strage_copti_alessandria_d_egittoR400.jpg (Foto)

ATTENTATO AD ALESSANDRIA - Lo scoppio della bomba ad Alessandria d’Egitto ha fatto salire sopra i livelli di guardia la tensione tra la maggioranza musulmana e la minoranza coopta del Paese. Nonostante le parole del presidente Mubarak, che ha invocato l’unione tra cristiani e islamici contro il terrorismo, la situazione sta prendendo una piega che ha fatto parlare alcuni quotidiani locali di «situazione da possibile guerra civile».
Alla messa domenicale celebrata nella chiesa coopta oggetto dell’attentato, sulla cui facciata sono ancora visibili tracce di sangue, le donne congiunte delle vittime hanno invocato Dio che «vendicasse» loro martiri e «bruciasse il cuore degli assassini».
Ad infuocare ulteriormente il clima, sono arrivate le parole dell’imam di Al Azhar, sceicco Ahmed Al Tayeb, una delle massime autorità riconosciute dai musulmani della regione. Al Tayeb ha attaccato duramente le parole del Papa Benedetto XVI, che ha invocato durante l’Angelus di ieri protezione per i cristiani coopti, definendole «un intervento inaccettabile negli affari interni dell’Egitto». Secondo l’imam, il pontefice avrebbe «una visione sbilanciata su musulmani e cristiani che rischiano di essere uccisi in tutto il mondo».

 

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