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Esteri

LETTERA/ Strage in Egitto: ad Alessandria il segno di una strategia globale

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Lo scopo di tutta questa strategia è l'intimidazione: non si tratta di ritorsioni locali. A leggere isolatamente il singolo episodio si può cadere nell'errore di valutarlo come un fenomeno locale od uno scontro fra gruppi, ma osservando dall'alto la regia di tutti questi attentati, non si può non identificarne il vero fine, che, su dichiarazioni della stessa Al Qaida, è quello di intimorire l'Occidente e, più specificatamente, la cristianità. Anche in Italia si sono registrati diversi fatti inquietanti.

 

Oltre a quelli già noti ed apparsi sui giornali, fanno impressione anche quelli raccontati dalle persone, e che spesso non hanno fatto notizia. A Milano, recentemente è stata organizzata una conferenza sull'uso del velo e del burqa: sebbene tra i relatori fossero presenti degli esponenti del mondo musulmano moderato, vi è stata un'improvvisa irruzione di una trentina di persone, vicine al fondamentalismo islamico, che si è seduta per terra rimanendo in silenzio.

 

Sebbene in quella circostanza non vi fossero stati episodi di violenza, i relatori ne sono rimasti fortemente intimoriti, tanto da non poter più parlare liberamente. Sempre a Milano, nei giorni scorsi, un'associazione culturale che stava organizzando una conferenza sulla persecuzione dei cristiani nel mondo, ha dovuto desistere per via delle minacce pervenute nella casella della posta. Tutti sintomi che fanno pensare ad una espansione della strategia del terrore per il controllo dei territori.

 

(Stefano Biavaschi - Milano)

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COMMENTI
03/01/2011 - regia o rete ? (Antonio Servadio)

Doverosa informazione. Molto tristi e seriamente preoccupanti le notizie. Invece non sono convinto che esista una regia centrale, come sembra suggerire l'articolo. Al di là della propaganda USA, quali sono le evidenze che esista una regia, un vero e proprio coordinamento centrale ? Io penso che la situazione sia meno preoccupante di quel che appare, nel senso che la violenza ed i violenti hanno sempre fatto e sempre faranno più impressione -e quindi più notizia- di qualsiasi altra situazione, qualsiasi sia il loro colore, il luogo e l'occasione dei fatti. La violenza s'impone sempre con ferocia, e non solo materialmente. Anche all'interno del vasto mondo islamico la popolazione è in gran parte vittima di varie forme di violenza; anche tra loro il terrorismo miete vittime. Al tempo stesso, penso che la situazione sia più preoccupante di quel che appare, perché non credo che esista una regia centrale, un unico apparato di "intelligence". Credo che esista una rete dinamica e sommersa di nuclei attivisti, imitati e fiancheggiati da gruppetti di fanatici "sciolti". Questo rende tutto molto più difficile, perché tante piccole regie sono decisamente meno controllabili di una centrale unica. Per questo si sosteneva la favola rassicurante che acchiappare Osama avrebbe risolto tutto. Quindi reputo fondamentale che TUTTI si prenda chiaramente posizione a livello politico, religioso e culturale, in modo compatto: non è meno importante delle azioni militari e di polizia.