BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

J’ACCUSE/ John Waters: il grande bluff delle banche che condanna la mia Irlanda

Pubblicazione:giovedì 20 gennaio 2011

Foto Fotolia Foto Fotolia

Siamo ormai abituati a dare per scontato il nostro modello di banca come l’unico possibile, ma un tempo questo modello, che trae i propri profitti dagli interessi sui capitali prestati, era soggetto a un intenso dibattito.

 

I Padri fondatori dell’America, per esempio, consideravano questo tipo di sistema bancario un abominio. Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti, una volta disse: “Credo sinceramente che le istituzioni bancarie siano più pericolose di armate schierate in battaglia e che il principio di spendere denaro che dovrà essere ripagato dalla posterità, definito finanziamento, non sia altro che truffare il futuro su larga scala”. Jefferson voleva che il potere di emettere denaro fosse tolto alle banche e restituito al popolo, “al quale correttamente appartiene”.

 

Le banche degli Stati Uniti originariamente operavano con un sistema senza interessi, ma con l’abolizione del Sistema Aureo i governi hanno rinunciato alla loro funzione di emettere denaro a interesse zero, trasferendola alle banche private. Di conseguenza, non esiste più alcun sostegno ai prestiti bancari. Le banche, praticamente dal nulla, hanno creato oltre il 90% del denaro ora teoricamente in circolazione. Le banche moderne creano denaro che non esiste, chiamato credito, e lo prestano a interesse, in base al principio della Riserva Frazionaria dei Finanziamenti, più propriamente della “Riserva fittizia dei finanziamenti”.

 

Per molti anni le banche hanno operato sulla base di un rapporto tra credito e riserve di 10 a 1, prestando cioè 100 euro per ogni 10 avuti in deposito. Recentemente questo rapporto è stato esteso a livelli insensati. Questo significa che le società moderne possono sopravvivere solo sull’amnesia: “dimenticando” che il sistema bancario è solo un gioco di prestigio. Se un numero sufficiente di depositanti ritirasse il proprio denaro lo stesso giorno, il sistema bancario verrebbe “scoperto” e avrebbe un tracollo. Fintanto che il pubblico chiuderà un occhio sulla natura del gioco di prestigio, tutto sembrerà procedere bene e il problema della proliferazione del debito che affligge tutte le società moderne potrà essere rinviato per essere affrontato un altro giorno.

 

È un po’ come vivere sotto un vulcano: c’è una sorta di pace, ma sempre sotto condizione. Vi sono molti vulcani che, benché attivi in termini geologici, non presentano un’immediata minaccia sotto il profilo probabilistico. Si può vivere felicemente sotto il vulcano, anche con un pizzico di romanticismo. Le nuvole di cenere del vulcano attivo rendono più fertili le zone circostanti, e quindi più interessanti per viverci rispetto a un luogo “normale” più sicuro.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
24/01/2011 - Semplici e Vere (Antonio Servadio)

Un Waters memorabile per la casta semplicità con cui riporta l'attenzione al fondo dei problemi dell'economia moderna. Compito della politica è occuparsi primariamente di questi temi, quelli di fondo. Invece, per decenni, questi argomenti sono rimasti del tutto "fuori discussione", e a tutti i livelli. Poco per volta qualcuno li riapre. Dunque ben venga la crisi, se può servire a riportarci a considerare le domande di fondo, unica opportunità per allontanare i punti di non ritorno: la "guerra" ben citata dall'altro lettore. Assieme al testo odierno di Sbaraini ("Dalla strada, un'ipotesi di welfare") ecco due fresche brezze di verità per riaccendere Desiderio e Speranza.

 
21/01/2011 - Once upon a time (Francesco Giuseppe Pianori)

Una volta questo problema era facilmente risolto con una guerra. Questo è forse il motivo per cui la Cina sta accumulando armi e rinforzando il suo sistema bellico? Meno gente sulla terra, più "beni" per i restanti. Penso alla mia famiglia d'origine: babbo, mamma e cinque figli o a quella del mio amico più caro: babbo, mamma e nove figli. Entrambe cristiane, dove gli interessi di ciascuno erano ben bilanciati e creativamente sostenuti, senza rendite parassitarie. In breve: l'egoismo impoverisce, la solidarietà arricchisce.