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J’ACCUSE/ John Waters: il grande bluff delle banche che condanna la mia Irlanda

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Questo problema non riguarda solo l’Irlanda, né è ristretto ad alcuni stati “periferici” come vogliono farci intendere. Coinvolge tutti: Gran Bretagna, Francia, Germania, e Stati Uniti. Al momento, si calcola che il debito delle democrazie mondiali è pari a 1,5 quadrilioni di dollari, cioè 1,5 milioni di miliardi. Tale debito è reale nel senso che è scritto da qualche parte su un libro mastro. Ma non è reale in nessun senso, in quanto non rispecchia nessuna analisi morale, valore ricevuto, operazione commerciale o equivalente monetario di attività economiche reali. É un debito che è stato creato dai banchieri secondo condizioni dettate da loro stessi, in situazioni createsi come risultato della loro influenza.

 

L’industria bancaria ha creato trilioni, quadrilioni di debiti fraudolenti, cioè debiti che non hanno fondamento in nessuna attività reale e che palesemente non potranno mai e poi mai essere estinti. Perché? Per far soldi? Sembrerebbe plausibile, se non fosse che ora queste banche hanno accumulato così tanto denaro da annientare le capacità produttive delle economie nelle quali esse, o chiunque altro, potrebbero sperare di spendere questo denaro, e quindi l’hanno perso di nuovo in una nuvola di fumo. Ora è chiaro che stando così le cose non potranno riavere il loro denaro, ma i contribuenti devono pagare per mantenerle in attività, perché, si dice, la nostra società non può permettersi di fare collassare le proprie banche.

 

Le misure attuate al momento in Irlanda e altrove per affrontare i disavanzi di bilancio non sono altro che uno specchietto per allodole al fine di ricreare fiducia nelle capacità dell’economia di riprodurre le proprie illusioni. I tagli di budget sono totalmente senza senso di fronte ai debiti che le banche irlandesi hanno accumulato: è come svuotare il mare con un cucchiaino. Questa catastrofe è di tale portata che, in teoria, ci vorrebbero almeno 60 o 70 anni delle attuali misure di austerità per uscire dal deficit.



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COMMENTI
24/01/2011 - Semplici e Vere (Antonio Servadio)

Un Waters memorabile per la casta semplicità con cui riporta l'attenzione al fondo dei problemi dell'economia moderna. Compito della politica è occuparsi primariamente di questi temi, quelli di fondo. Invece, per decenni, questi argomenti sono rimasti del tutto "fuori discussione", e a tutti i livelli. Poco per volta qualcuno li riapre. Dunque ben venga la crisi, se può servire a riportarci a considerare le domande di fondo, unica opportunità per allontanare i punti di non ritorno: la "guerra" ben citata dall'altro lettore. Assieme al testo odierno di Sbaraini ("Dalla strada, un'ipotesi di welfare") ecco due fresche brezze di verità per riaccendere Desiderio e Speranza.

 
21/01/2011 - Once upon a time (Francesco Giuseppe Pianori)

Una volta questo problema era facilmente risolto con una guerra. Questo è forse il motivo per cui la Cina sta accumulando armi e rinforzando il suo sistema bellico? Meno gente sulla terra, più "beni" per i restanti. Penso alla mia famiglia d'origine: babbo, mamma e cinque figli o a quella del mio amico più caro: babbo, mamma e nove figli. Entrambe cristiane, dove gli interessi di ciascuno erano ben bilanciati e creativamente sostenuti, senza rendite parassitarie. In breve: l'egoismo impoverisce, la solidarietà arricchisce.