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ISLAM/ Tre genocidi contro i cristiani segnano ancora la storia della Turchia

Pubblicazione:lunedì 24 gennaio 2011

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

La recente intervista del Sussidiario al ministro turco degli Affari Europei, Egemen Bagis, certamente riflette l’impegno del governo turco sulla questione dei rapporti interreligiosi nel paese e deve essere motivo di speranza per i cristiani e le altre minoranze religiose. Occorre però illustrare qual è la storia e la realtà turca per capire il contesto in cui i cristiani hanno vissuto e vivono tuttora.

Il ministro afferma che la Turchia può vantare una lunga tradizione di tolleranza religiosa tale per cui ad esempio, l'Impero Ottomano permetteva al suo popolo di godere di un'atmosfera più tollerante rispetto alla sua controparte europea. Nonostante questo sia un pensiero diffuso, in realtà, a parte una certa tolleranza dettata da interessi economici, durante i nove secoli e mezzo di convivenza con i cristiani la situazione è stata ben diversa. In questo contesto i cristiani erano chiamati “giavur”, infedeli, ed erano soggetti alla legge islamica con lo status di “dhimmi”.

Gli eccidi di massa venivano eseguiti di frequente. Il più conosciuto, grazie all’invenzione del telegrafo, è quello di 250,000 armeni cristiani uccisi per motivi religiosi e politici tra il 1895 e il 1897 ad’opera di Abdul Hamid, conosciuto come il Sultano Rosso. Lo stesso, fece uccidere 150.000 cristiani nei Balcani perché non volevano convertirsi all’islam. L’intolleranza turca arrivò a tal punto da pianificare lo sterminio totale dei cristiani per cui uccisero 1.700.000-2.100.000 di armeni, 300.000-750.000 di assiri e 300.000-2.000.000 di greci dal 1910 al 1923. Lo stesso Kemal Ataturk, padre fondatore della Turchia moderna, ripulì la Turchia degli ultimi 250.000 cristiani che vi risiedevano, completando la loro virtuale eliminazione dalla Turchia. Dall’essere il 15% della popolazione nel 1900, attualmente i cristiani sono solo il 0.15% e la Turchia non ha riconosciuto i tre genocidi commessi.


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