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ISLAM/ Tre genocidi contro i cristiani segnano ancora la storia della Turchia

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Nella Turchia repubblicana sono continuate le persecuzioni con 30.000 greci scappati fra il 1960 e il 1970 a causa dei pogrom iniziati nel 1955. Allo stesso modo anche 40.000 ebrei fra il 1948 e il 1953 hanno lasciato il paese. Inoltre la Turchia ha provveduto a eliminare il più possibile le tracce cristiane rimaste nel suo territorio. Sono migliaia le chiese trasformate in musei, moschee, scuole, biblioteche o granai, fatte esplodere o addirittura utilizzate come bersagli per esercitazioni militari  tra il 1960 e il 1970 come il monastero di San Bartolomeo (10 sec A.D.) ad Albayrak, costruito sul luogo del martirio del Santo e quello di Khtzkonk (7 sec A.D.). Nel 1951, un reporter curdo, Yasar Kemal, fu testimone dell’inizio della demolizione della chiesa di Akhtamar e si adoperò per fermarne la distruzione completa salvando questo capolavoro di arte medievale cristiana. La chiesa, rimase comunque semidistrutta fino al restauro e alla trasformazione in museo nel 2005. Attualmente, sono 85 gli edifici religiosi cristiani in Turchia. Delle 2500 chiese armene secolari esistenti all’inizio del 1900, ne rimangono 40.

L’intolleranza turca, risultato di un mix tra fanatismo religioso e ultranazionalismo, è stata alimentata negli ultimi vent’anni da un onda di intensa islamizzazione voluta dall’attuale partito al governo e tale per cui ancora oggi per i cristiani si può parlare di intolleranza e persecuzione. La chiesa è vittima di una legislazione che la penalizza fortemente e non ha il diritto ad avere personalità giuridica. Quella cattolica latina non è neanche riconosciuta. Le chiese non possono più formare il clero per la chiusura forzata dei seminari dal 1971. Lo stato interferisce nella gestione della chiesa e delle fondazioni. E’ oltre un anno che il Patriarcato Armeno di Costantinopoli non può eleggere il suo patriarca perché impedito dallo stato turco. Solo nel 2010 è stato concesso dopo quasi un secolo, di celebrare una messa annuale nello storico monastero di Sumela (4 sec A.D.) a Trebisonda e nella Chiesa della Sacra Croce (915-921 A.D.) di Akhtamar sul lago di Van. Le prime due messe sono state propagandate dai media Turchi come un contributo alla pace nel mondo e come la prova data al mondo e all’Europa, del vero volto della Turchia. Armeni e ortodossi hanno ringraziato, ma vorrebbero officiare messa 365 giorni all’anno e in tutte le loro chiese. Inoltre poco tempo dopo, per pura provocazione, gruppi di estremisti islamici e ultranazionalisti turchi hanno avuto il permesso di celebrare il rito islamico in varie chiese cristiane tra cui l’antica cattedrale della Santa Vergine (989 A.D.) ad Ani.