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Esteri

ISLAM/ Tre genocidi contro i cristiani segnano ancora la storia della Turchia

Foto: ImagoeconomicaFoto: Imagoeconomica

Come se non bastasse, ai cristiani non è concesso il possesso o l’acquisto di beni il che vuol dire non poter costruire altre chiese e scuole. I cristiani sono tutti schedati e sono oggetto di sorveglianza poliziesca. Nonostante dal 2003 sia autorizzato il cambio di religione per i mussulmani, la realtà dei fatti dimostra che se qualcuno si converte al cristianesimo va incontro a una vita quasi impossibile. Il ministro afferma che negli ultimi otto anni, è emersa in Turchia una società più tollerante. Mentre è certamente vero che molti intellettuali turchi e varie associazioni hanno denunciato la situazione di intolleranza religiosa, la realtà dei fatti rimane almeno preoccupante. Le uccisioni di Don Andrea Santoro nel 2006, del giornalista Hrant Dink nel 2007 e di Monsignor Luigi Padovese nel 2010 per citarne solo tre, sono la prova di questa situazione. In ultimo, parlare di queste cose in Turchia viene perseguito dall’articolo 301 del codice penale.

Appare chiaro come allo stato attuale, non si può parlare di un vero cambiamento ma di limitati tentativi utilizzati più per ingraziarsi l’Europa che per cambiare veramente le cose. Eppure la Turchia è sempre stata terra cristiana, terra di evangelizzazione da parte degli apostoli Paolo, Giovanni, Tommaso, Giuda Taddeo e Bartolomeo. La terra delle prime comunità cristiane, Antiochia, Efeso, Tarso, Smirne, Calcedonia, Edessa, Nicea, Costantinopoli. La stessa Maria secondo la tradizione visse con San Giovanni a Edessa, città dove venne costervata la Sindone e la Veronica. Monsignor Padovese chiamava la Turchia il luogo in cui il cristianesimo si è aperto al mondo e in cui la Chiesa è divenuta  realmente 'cattolica', cioè universale. E’ solo qui che si dice ancora messa in aramaico, la lingua di Gesù fatta bandire per quasi un secolo da Ataturk. Ma purtroppo è ancora terra di martirio e forse la speranza definitiva per i cristiani e le altre minoranze religiose è proprio l’entrata della Turchia nella Comunità Europea.

(Zhirajr Mokini)