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Esteri

ATTENTATO MOSCA/ Ecco perchè la caccia al colpevole può danneggiare la Russia

VITTORIO EMANUELE PARSI chiarisce il contesto in cui è avvenuto l’attentato kamikaze che ieri, all’aeroporto moscovita di Domodedovo, ha provocato una strage.

L'aeroporto di Domodedovo (Foto Ansa)L'aeroporto di Domodedovo (Foto Ansa)

Sarebbe stato un kamikaze a compiere l’attentato che ieri, alle 16.40 locali (le 14.40 in Italia), ha insanguinato l’aeroporto moscovita di Domodedovo, il più grande della Russia. Si tratterebbe, dai primi rilievi effettuati dalla forze dell’ordine, di un uomo di nazionalità araba che si sarebbe fatto esplodere con un quantitativo di tritolo compreso tra i 5 e i 10 chili. Almeno 35 i morti, 150 i feriti, tra i quali un italiano che non verserebbe in gravi condizioni. È la prima volta che il terrorismo, nel Paese, colpisce uno scalo internazionale. In quale contesto si è sviluppata la vicenda? E quale la firma dietro l’attentato? Lo abbiamo chiesto a Vittorio Emanuele Parsi.

Attualmente, secondo una delle ipotesi più accreditate, l'attacco è stato compiuto da un kamikaze dai connotati arabi. Si parla, quindi, di attentato di matrice islamica. Le cosa ne pensa?

È molto presto per riuscire a capire cosa ci sia in ballo veramente, anche se tutti hanno pensato a un attentatore ceceno. D'altra parte, in Cecenia iniziano a esserci infiltrazioni di militanti molto vicini ad Al Qaeda. Attualmente perciò l’ipotesi di un attentato di matrice islamica non è esclusa, anche se rimangono elementi di ambiguità tali per cui tutto è plausibile.

In quale contesto si è consumato l’attentato? Quali sono i principali focolai di tensione attualmente presenti in Russia?