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Esteri

MEDIO ORIENTE/ Ecco perché l’Italia può battere Al Qaeda nella partita del Nord Africa

Come si spiega il “quarantotto” che sta mettendo in subbuglio il Nord Africa e non solo, dalla Tunisia all’Egitto e dall’Albania al Libano? Il commento di ROBI RONZA

Gli scontri di ieri al Cairo (Ansa)Gli scontri di ieri al Cairo (Ansa)

Effetto domino: con questa... formula magica, che ha il vantaggio di essere di facile comprensione ma lo svantaggio di non spiegare nulla, la stampa e le tv cercano di rendere ragione dei moti popolari che, scoppiati in Tunisia, hanno portato alla caduta del presidente Ben Alì; e che, scoppiati in Egitto, stanno mettendo a repentaglio il regime del Presidente Mubarak. Si aggiunge poi il caso della tensione in Libano, anche se qui le cause della crisi sono più remote e più complesse. E meriterebbe pure di venire verificato, pur se qui non abbiamo spazio per farlo, in quale misura la vicenda dei moti di Tirana contro il presidente Berisha non sia l’eco di quanto sta accadendo nel mondo arabo in un popolo che, pur essendo europeo, è in larga maggioranza di tradizione musulmana.

Quando in un’intera regione del mondo scoppiano quasi contemporaneamente dei moti per cause immediate diverse ciò significa che il vero detonatore della crisi è una causa più ampia e profonda anche se magari meno evidente. Fu così in Europa nel 1848, quel “quarantotto” che in varie lingue, tra cui la nostra, è divenuto sinonimo di caos, di improvviso sconvolgimento generale. In quella circostanza si trattò dell’inizio dell’esaurimento degli equilibri fissati al Congresso di Vienna. Qual è allora la causa profonda di questo propagarsi di moti e di tensioni sulla riva sud del Mediterraneo?  A mio avviso essa va ricercata nel declino dell’influenza americana che, pur restando molto rilevante, lo è meno di prima.

Nella misura in cui nella regione ci si sta accorgendo che la crisi della presenza degli Usa nel Mediterraneo e nel Levante non dipendeva da Bush, ma da fattori storici ed economici che impongono a Obama una politica ben poco diversa da quella del suo predecessore, ecco che molte cose cominciano a muoversi; molte pazienze si esauriscono; molte speranze impallidiscono.