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Esteri

CRISTIANI UCCISI/ Abdel Fattah (Fratelli musulmani): la nostra amicizia è più forte dell’odio

Egitto, una donna cristiana in lacrime dopo la strage (Ansa)Egitto, una donna cristiana in lacrime dopo la strage (Ansa)

«Il pericolo di attentati era alto, la soglia di attenzione doveva essere più elevata. Si sapeva di minacce provenienti da gruppi terroristici, compresi gruppi di Al Qaeda, e proprio per questo i segnali di pericolo andavano presi molto più sul serio. La realtà è che le bombe hanno ucciso tanto quanto la vergognosa trascuratezza di chi non ha tenuto alta l’allerta».

 

La sua è un’accusa molto dura. Il presidente Mubarak ha esortato cristiani e musulmani all’unità, ma i cristiani hanno detto che il paese non fa niente per proteggerli. Hanno ragione?

 

«Sì. Se noi, come Fratelli musulmani, fossimo in parlamento, avremmo certamente chiesto le dimissioni del ministro dell’Interno. La responsabilità per la mancata prevenzione e protezione ricade tutta su di lui. Le sue mani sono sporche del sangue di queste anime innocenti, e ora Mubarak dovrebbe cacciarlo».

 

Lei che idea si è fatto della responsabilità dell’attentato? Il governatore di Alessandria ha accusato Al Qaeda, mentre il ministro dell’Interno crede all’ipotesi di gruppi radicali esterni...

 

«Può essere che l’attentato sia frutto di criminali o estremisti che stanno fuori dal paese, magari servendosi della complicità di gruppi egiziani. Ma, da musulmano, mi faccio una domanda che in tanti si sono posti: come mai c’erano tre, quattro macchine parcheggiate vicino alla chiesa? Chi le ha autorizzate? Al Qaeda ha minacciato poco tempo fa di mirare alla distruzione dei luoghi di culto dei nostri concittadini cristiani. Sapendo che così tanti erano in chiesa, la necessità di garantire la sicurezza imponeva almeno misure minime».

 

Da quello che dice lei non sembra credere all’ipotesi di un attacco suicida, perché?

 

«Le prime indagini hanno parlato di un ordigno di almeno 50-60 chili, che dunque va collocato sul posto e fatto saltare a distanza. Un attentatore suicida non è in grado di provocare così tanti morti. Questa è un’ipotesi che le forze di sicurezza cercano di legittimare per coprire i loro errori».

 

Perché Alessandria?


COMMENTI
03/01/2011 - La responsabilità del governo (Angelo Lucio Rossi)

L'ondata omicida di cui i cristiani sono vittima sconcerta gli uomini di buona volontà e quelli che cercano il dialogo. E' vero che la nostra amicizia è più forte dell'odio, ma le responsabilità vanno denunciate. Si sapeva che il pericolo di attentati era alto. La soglia di attenzione doveva essere molto più elevata. Nello stesso tempo concordo sul fatto che vanno chieste le dimissioni del Ministro dell'Interno per la responsabilità, la mancata prevenzione e protezione dei cristiani che sono stati uccisi senza pietà. C'è un odio imspiegabile verso i cristiani. C'è il rischio di assuefazione verso un clima di intolleranza planetaria. Dove sono i nostri intellettuali? Dove sono i difensori dei diritti? Dov'è Obama? Dov'è l'Unione europea? Il silenzio non aiuta. E' forte il dolore e la denuncia per la libertà minacciata. E' forte il richiamo per un occidente smarrito. Il fondamentalismo e il nichilismo stanno spegnendo pian piano la libertà.

 
03/01/2011 - Vincere l'odio (Marco Claudio Di Buono)

C'è il chiaro tentativo di strumentalizzare la rabbia e accendere l'odio tra la gente e le diverse anime di un popolo. La maggioranza dei cristiani e dei musulmani vuole la pace ed il rispetto reciproci. Non lasciamo vincere l'odio, occorrono esempi di dialogo e di riconciliazione tra persone che hanno chiara la loro identità come nel caso del meeting tenutosi pochi mesi fa in Egitto. Le istituzioni internazionali e nazionali devono proteggere i fedeli di tutte le fedi religiose, la libertà religiosa è un fondamento di uno stato democratico.

 
03/01/2011 - Il mistero della violenza (LUISA TAVECCHIA)

Il mistero della violenza generata dal cuore umano è veramente grande. ll Signore ci renda portatori di pace. Come cristiani abbiamo una risorsa in più: non provare altrettanto odio, per continuare a vedere anche in chi fa tanto male dei fratelli che hanno perso la strada, che stanno compiendo un male orribile, ma che disperatamente possono essere salvati.