BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

LONDRA/ Studenti pianificano su Facebook l’omicidio con la spada Samurai

La spada samuraiLa spada samurai

 

 

FILMATI A CIRCUITO CHIUSO - Durante un’udienza di una serie di processi, in corso quest’anno, i filmati delle tv a circuito chiuso sono stati mostrati alla giuria del Tribunale di Londra. Nelle immagini si vede il corpo accasciato di Sofyen giacere senza vita sul pavimento della biglietteria della metropolitana di Londra sotto la Victoria station. Nel corso del processo i 20 studenti sono comparsi come imputati con l’accusa di omicidio. Il primo processo, che coinvolge sette imputati, è iniziato due settimane fa. Del processo si inizia a parlare solo adesso in quanto il Daily Telegraph e altri media sono riusciti solo in questi giorni a spuntarla su quanti volevano tenere il tutto segreto. Il procuratore Mark Heywood ha rivelato che tutto è iniziato con una lite a causa di una ragazza. La rivalità che covava tra le due bande provenienti da diverse zone di Londra è cresciuta per alcune settimane fino a quando lo scorso 25 marzo, secondo quanto è stato dichiarato di fronte alla corte, è esplosa con violenze «brutali e spietate». Heywood ha aggiunto che Sofyen è stato assassinato alla luce del sole da una banda con una mentalità del branco che si sentiva protetta in quanto numerosa.
 

GLI IMPUTATI IN AULA - «Non gli è stata lasciata nessuna possibilità di sopravvivere. I suoi assassini sono stati così sfacciati e sicuri di sé, che hanno portato con sé le diverse armi senza nasconderle, mentre gli davano la caccia. La loro arroganza è stata tale che hanno messo in atto il loro attacco nel cuore della capitale e in un luogo pubblico come una stazione dell’ora di punta e sotto gli occhi di moltissime persone, forse alcune centinaia, che passavano per fare ritorno nelle loro case». Sui banchi degli imputati siedono Samuel Roberts, Obi Nwokeh ed Enoch Amoah, tutti di 18 anni, e quattro 17enni i cui nomi non possono essere rivelati per motivi legali. Tutti e sette negano di essersi macchiati di omicidio, lesioni gravissime e violenze di gruppo.