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DIARIO DAL CAIRO/ Tarek: qui la gente vive nel panico tra ronde anti-sciacallaggio e scorte nei mercati

Pubblicazione:lunedì 31 gennaio 2011

Le proteste in una piazza del Cairo (Ansa) Le proteste in una piazza del Cairo (Ansa)

Inauguriamo oggi il diario dal Cairo di Tarek Yehya, che racconterà per ilsussidiario.net la situazione nella capitale egiziana durante l’insurrezione contro il presidente Hosni Mubarak. Di seguito la prima «lettera» di Yehya, in cui si racconta la situazione di forte tensione creatasi per il fatto che le autorità hanno annunciato di non essere in grado di garantire la sicurezza nel Paese.

 

RONDE DI RESIDENTI - Per chi vive al Cairo sono ore di paura. La polizia ha abbandonato la capitale, e sono rimasti soltanto alcuni agenti in borghese. E sabato pomeriggio la televisione ha diffuso la notizia di sciacallaggi e dell’evasione di diversi carcerati dalle prigioni. Le autorità hanno invitato tutti i cittadini a difendersi come meglio possono, in quanto lo Stato non è più in grado di garantire l’incolumità delle persone. Per questo motivo sono state organizzate diverse ronde di residenti. Nei quartieri più popolari girano dei gruppi, spesso composti da ragazzi molto giovani, armati di machete, mazze da golf e da baseball, con l’intento di difendere il quartiere. Ogni tanto si sentono dei colpi di arma da fuoco, sono i militari che sparano in aria per fare rientrare la gente in casa. Il coprifuoco è stato abbastanza efficace in tutte le vie secondarie, ma questo non ha fermato comunque i manifestanti che si sono ritrovati tutti nella zona di piazza Tahrir, a 500 metri da casa mia.

 

SCORTE AL SUPERMERCATO - Domenica mattina sono stato al supermercato a fare la spesa. Nel Paese si sta diffondendo la psicosi perché si teme che la situazione possa degenerare. Si stanno creando lunghe file fuori da negozi e supermercati per fare le scorte, e verso le 14,30-15 gli scaffali si stavano svuotando. Internet continua a non funzionare, e Al-Jazeera è stata oscurata perché il nuovo vicepresidente, Omar Suleiman, ha ritenuto che fornisse notizie false. Usa e Turchia hanno chiesto ai loro cittadini che si trovano in Egitto di rimpatriare il prima possibile, mentre l’Italia ha rimandato la decisione a lunedì (oggi, ndr). Domenica mattina le messe sono state celebrate regolarmente, mentre quelle delle 18 sono state cancellate per via del coprifuoco. Durante le prediche i sacerdoti hanno parlato della situazione dell’Egitto, chiedendo a tutti i fedeli di pregare per il futuro del nostro Paese.


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