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CRISTIANI UCCISI/ Geninazzi: dietro agli attacchi c'è una regia internazionale

estremisti_islamici_R400.jpg (Foto)

Ridurre, epurare o far sparire i cristiani dal Medio Oriente. E se questo progetto non potrà essere realizzato in modo completo, i terroristi puntano a ridurre a diminuire il numero dei cristiani e soprattutto, questa è la cosa più grave, chiuderli in un ghetto. Se mi si permette di fare un paragone, è quello che è stato fatto dai nazisti con gli ebrei.

  

Una sorta di «soluzione finale» hitleriana…

 

Lo si vede molto bene in Iraq, dove il progetto è che l’intera comunità cristiana debba essere trasferita nella piana di Ninive. L’obiettivo ufficiale è proteggerli, ma nello stesso tempo è un modo per ghettizzarli, trasformandoli in una comunità che non conta più nulla nella società civile. Mentre i cristiani in Iraq sono sempre stati un fattore di civiltà, di crescita, di sviluppo anche economico, e soprattutto di dialogo e di tolleranza.

  

Ma perché i cristiani del Medio Oriente danno così fastidio?

 

Perché sono percepiti da tutti come un elemento «spurio», nessuno li riconosce come «propri». Nei Paesi dove vivono sono perseguitati dai musulmani che li considerano come la quinta colonna dell’Occidente. Mentre in Europa e America sono sempre stati guardati con sospetto da una certa intellighenzia di destra, che li vede come filo-islamisti, teneri nei confronti dei musulmani e critici verso gli Usa. Regis Debray, un intellettuale francese con un passato da rivoluzionario castrista, ha scritto di recente che «i cristiani del Medio Oriente sono l’angolo cieco della nostra visuale del mondo». Mi auguro che dopo queste tragiche vicende escano dall’ombra e diventino il punto di partenza per capire che cosa sta accadendo nel Medio Oriente e più in generale nel nostro mondo.

  

Come dovrebbe reagire l’Occidente agli attacchi?

 

Noi cristiani europei dovremmo renderci conto che mentre viviamo il cristianesimo senza rischiare nulla, ci sono popolazioni che per andare alla Messa di mezzanotte rischiano la vita. E questo dovrebbe fare scattare una grande solidarietà per dei fratelli che sono sempre stati dimenticati, ignorati o considerati di serie B. I governi dei Paesi occidentali inoltre non possono permettere che questi attacchi si verifichino senza intervenire: farlo non è assolutamente un’ingerenza. Ricordo che quando ci furono i disordini di Rosarno, il governo egiziano intervenne con una nota ufficiale dicendo che non si dovevano colpire gli immigrati di religione musulmana. Eppure non c’erano praticamente egiziani coinvolti.

  

Chi sono i potenziali alleati dei cristiani nei Paesi musulmani?


COMMENTI
05/01/2011 - Centrale o trend ? (Antonio Servadio)

Secondo l'articolo il fondamentalismo islamico può contare sul sostegno di ampi settori della società, "conniventi o indifferenti agli attacchi ai cristiani". Probabilmente è vero. Mi pare altrettanto importante ricordare che i terroristi fondamentalisti colpiscono anche molti loro conterranei, anche di religione islamica. Difendiamo il Cristianesimo difendendo la libertà di fede (in generale) e difendiamolo assieme a tutte le minoranze, etniche, religiose e politiche da qualsiasi ismo (estremismo) terroristico. Altrimenti rischiamo di mancare l'obbiettivo. Quanto alla "centrale internazionale" non è chiaro a cosa si riferisca l'autore.