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BATTISTI/ Riuscirà il "metodo Berlusconi" a far cambiare idea al Brasile?

Pubblicazione:mercoledì 5 gennaio 2011

Cesare Battisti arrestato in Brasile nel 2007 (Ansa) Cesare Battisti arrestato in Brasile nel 2007 (Ansa)

Molto più e molto prima che in Brasile, è piuttosto in Francia che si devono ricercare le ragioni oscure del fatto senza precedenti accaduto a Brasilia alla fine dell’anno appena trascorso: la decisione presa dal presidente Inácio Lula da Silva, a poche ore dalla fine del suo mandato, di respingere la richiesta di estradizione in Italia del criminale e terrorista “rosso” Cesare Battisti, fondatore dei Proletari Armati per il Comunismo, condannato con sentenza definitiva all’ergastolo per quattro omicidi e altri crimini perpetrati tra il 1978 e il 1979.

Evaso dal carcere ove era stato recluso in Italia, Battisti nell’ottobre 1981 si era rifugiato in Francia, dove aveva ben presto trovato ampie protezioni sia nel mondo delle istituzioni che in quello dell’intellighenzija. In seguito si era spostato in Messico, per poi tornare in Francia dove all’inizio del 1991venne arrestato a seguito di una richiesta di estradizione avanzata dal governo italiano, che però la Chambre d’Accusation di Parigi respinse nell’aprile di quello stesso anno.

Si era ai tempi della presidenza del socialista Mitterand, il quale riconosceva senza difficoltà lo status di rifugiato politico agli italiani che si rifugiavano in Francia per sfuggire a mandati di cattura per terrorismo e per complicità con gruppi terroristici. Si formò così a Parigi un circolo di latitanti in fuga dall’Italia che da allora non si è estinto, e che si calcola possa comprendere a tutt’oggi una trentina di persone.

Seguirono anni nei quali Battisti, protetto da noti intellettuali francesi tra cui lo stesso Bernard-Henri Lévy, si accreditò come uomo di lettere pubblicando una rivista e dei libri, uno dei quali presso Gallimard, editore francese tra i più importanti. Il 10 febbraio 2004 venne però arrestato una seconda volta a seguito di una nuova richiesta di estradizione da parte del governo italiano. Il presidente francese del tempo, Jacques Chirac, annunciò che non si sarebbe opposto alla sua estradizione. Lieto di averlo saputo, Battisti fuggì allora indisturbato dalla Francia rifugiandosi in Brasile grazie a un passaporto che, secondo quanto non esitò a dire al suo arrivo nel paese latino-americano, gli era stato fornito dai servizi segreti francesi.
 


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