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LETTERA/ Meglio i missili di Israele o le brutalità di Hamas? Chiedetelo ad Habdalla...

Una lettera di ANDREA AVVEDUTO, giornalista che lavora per il centro televisivo della Custodia di Terra Santa, in risposta all’ultimo articolo di Luigi Santambrogio

Bambina palestinese nella Striscia di Gaza (Ansa) Bambina palestinese nella Striscia di Gaza (Ansa)

Caro Direttore,

leggendo l’articolo di Luigi Santambrogio su Gaza ho riscontrato alcune inesattezze, non tanto sui fatti da lui ben raccontati, ma sui termini che vengono usati per affrontare i problemi in questo delicato lembo di terra del Vicino Oriente.

Io vivo attualmente a Gerusalemme, dove lavoro come giornalista per il centro televisivo della Custodia di Terra Santa, e ho avuto modo, nel mio piccolo, di osservare alcune situazioni che agli occhi di molti occidentali - così impegnati a ragionare - passano spesso inosservati.
Non voglio dar vita a polemiche sterili che lasciano il tempo come lo trovano, né mettermi dalla parte di chi Santambrogio taccia di pacifismo da guerra, garantismo da stadio o giustizialismo a corrente (politica) alternata. Lungi da me anche difendere I terroristi di Hamas o l’ultimo dei burocrati che sostiene questa  organizzazione. E aggiungerò: mandiamo pure a lavorare la baronessa Ashton.

Ma in punta di piedi, senza presunzione e quasi bisbigliando alle orecchie della stanca Europa, vorrei raccontare non tanto il mio pensiero o le mie idee (che interesserebbero a pochi), ma fatti precisi e documentati.
“Da Gaza non si scappa neanche sulle ali della fantasia”. È una bella metafora, che ha trovato senz’altro compiacimento nel lettore colto e approvazione in chi crede nel mito di Israele “modello di democrazia”, ma che non corrisponde del tutto alla realtà. Uscire da Gaza è difficile, certo, ci mancherebbe. Ma non sempre per causa di Hamas. Il buon Sartre aveva ragione a dire che “quando si fanno la guerra i ricchi sono i poveri che muoiono”. Può essere retorica, se vogliamo. Ma i poveri che ora soffrono e muoiono a Gaza non sono il frutto solo di una dittatura spietata, bensì il risultato di un conflitto ingiusto e drammatico che non vede in campo il bene e il male, ma due popoli determinati e ognuno con delle ragioni, per quanto discutibili che siano. In uno scontro che ha provocato tanta, ma tanta miseria.

Non dimentichiamoci poi che è lo stato d’Israele a concedere i visti, per esempio, ai cristiani che hanno voluto andare alla messa di mezzanotte a Betlemme. Visti che per molti non sono arrivati. Anche se alcuni dati positivi - a onor del vero - vanno registrati: quest’anno, per esempio,  per Natale sono stati concessi ben 600 permessi ai cristiani di Gaza per andare a Betlemme. E sono permessi per un periodo lungo, dal 23 dicembre al 10 gennaio. È un fatto singolare, mai accaduto prima, ma non dimentichiamoci il milione e mezzo che ancora non vedono l’uscita alla fine del tunnel. Aggiungo, sempre per dovere di cronaca, che spesso a Gaza è più difficile entrarci...


COMMENTI
08/01/2011 - Avrò il carbone (Daniele Scrignaro)

E' lì il guaio, che qualcuno trova giusto disquisire se abbia più ragione Israele o Hamas. Grazie ad Andrea Avveduto che ricorda che le porcherie non stanno da una parte sola – "Attacchiamo sì i pacifisti benpensanti, non mettiamoci però dalla parte dei guerrafondai a priori", appunto –, ma non basta, le porcherie vanno condannate tutte, guidati dall'oggettivo, lasciando i pregiudizi ai deboli o a chi ha la coda di paglia. Il prossimo Giorno della Memoria può essere un'occasione: il genocidio degli ebrei non si nega, ma non è stato né l'unico né il più grave né il più simbolico: i cinesi con le femmine hanno fatto di ben peggio e gli europei "americani" ancora di più con i nativi americani (per citare tra i primi della classe). E c'è da sperare che ascolti il cuore delle persone, le esigenze fondamentali di giustizia, verità, felicità e bellezza perché la mentalità comune è devastata: la vigilia dell'Epifania in un Tg ho sentito un bambino forse di 8 anni che con aria giuliva e compiaciuta rispondeva: "Avrò il carbone perché sono stato molto birichino".