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LETTERA/ Meglio i missili di Israele o le brutalità di Hamas? Chiedetelo ad Habdalla...

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Bambina palestinese nella Striscia di Gaza (Ansa)  Bambina palestinese nella Striscia di Gaza (Ansa)

Santambrogio elenca con lodevole perizia di dettagli le brutalità di Hamas che condanno anch’io senza possibilità di appello, ma è importante, proprio per non cadere nell’errore che fanno già gli intellettuali dall’alto delle loro cattedre, rendere a ognuno il suo. È giustificabile l’atteggiamento di uno Stato (Israele) che proprio qualche settimana fa ha lanciato dei missili rischiando di distruggere un convento di suore? Possiamo noi - e rivolgo questa domanda a me come a tutti i lettori - deprecare il male giustificando altro male? Attacchiamo sì i pacifisti benpensanti, non mettiamoci però dalla parte dei guerrafondai a priori. Forse siamo noi che - a volte - accecati da una querelle infinita fatta di prese di posizioni ideologiche, facciamo il gioco proprio dei cosiddetti benpensanti. Mettiamoci piuttosto al servizio dei fatti, fuori da ideologie e lontani da partiti o fazioni.

Concludo queste brevi righe con una nota positiva. Qualche settimana fa è stato celebrato il Natale anche a Gaza, con il patriarca di Gerusalemme. Una cristiana del luogo, che si chiama Habdalla, si dice comunque felice, anzi, molto felice. Anche se c’è la guerra. In effetti non si legge sconforto o disperazione nei volti di questi cristiani... È provata, ma vivace e coraggiosa la comunità cattolica di Gaza City che ha celebrato, due settimane fa, un altro Natale. Anche la suora che ha rischiato di morire per i missili israeliani ha il sorriso sulle labbra. Sono contenti di essere lì e non nel college svizzero con cui si è voluto - a mio avviso impropriamente - fare un paragone.

Proprio così. In quella “gabbia a cielo aperto”, nella “prigione più grande del Medio oriente”, dentro quel covo di terroristi e assassini (ma non tutti, anzi…) è stato celebrato un Natale di speranza. Nonostante tutto.

Andrea Avveduto
 



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COMMENTI
08/01/2011 - Avrò il carbone (Daniele Scrignaro)

E' lì il guaio, che qualcuno trova giusto disquisire se abbia più ragione Israele o Hamas. Grazie ad Andrea Avveduto che ricorda che le porcherie non stanno da una parte sola – "Attacchiamo sì i pacifisti benpensanti, non mettiamoci però dalla parte dei guerrafondai a priori", appunto –, ma non basta, le porcherie vanno condannate tutte, guidati dall'oggettivo, lasciando i pregiudizi ai deboli o a chi ha la coda di paglia. Il prossimo Giorno della Memoria può essere un'occasione: il genocidio degli ebrei non si nega, ma non è stato né l'unico né il più grave né il più simbolico: i cinesi con le femmine hanno fatto di ben peggio e gli europei "americani" ancora di più con i nativi americani (per citare tra i primi della classe). E c'è da sperare che ascolti il cuore delle persone, le esigenze fondamentali di giustizia, verità, felicità e bellezza perché la mentalità comune è devastata: la vigilia dell'Epifania in un Tg ho sentito un bambino forse di 8 anni che con aria giuliva e compiaciuta rispondeva: "Avrò il carbone perché sono stato molto birichino".