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SUDAN/ Referendum, vigilia di sangue

Pubblicazione:sabato 8 gennaio 2011

sudan_voto_R400.jpg (Foto)

Monsignor Macram Max Gassis, vescovo di El Obeid, ha avvisato: «Passata l'euforia dell'indipendenza si dovranno poi fare i conti con la dura realtà delle migliaia e migliaia di sud sudanesi che sono rientrati nel sud e che non hanno nulla. Non vi sono scuole né ospedali, né case e manca persino l'acqua potabile. Il movimento di rientro è già iniziato da tempo. Queste persone vengono scaricate dai camion in mezzo al nulla. Non hanno nemmeno un giaciglio decente per dormire. Vi è solo un punto di distribuzione dell'acqua, mancano reti antizanzare, cibo e medicinali. Se si pensa che nella sola area di Khartoum, la capitale dell'attuale Sudan unitario, vi sono circa 4 milioni di sud sudanesi che potrebbero rientrare nel meridione, si comprende che siamo di fronte a una potenziale tragedia umanitaria».

 

Intanto l'opinione pubblica internazionale si è mobilitata in modo massiccio in favore del paese. Sono oggi nel sud del Sudan attori come George Clooney e politici come John Kerry, che ha incontrato il leader sudista Salva Kiir.



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