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Esteri

CRISTIANI UCCISI/ Fattah (Fratelli musulmani): vi spiego perché non è un conflitto religioso

Gli scontri sul ponte sul NiloGli scontri sul ponte sul Nilo

In base agli strumenti a loro disposizione, il Consiglio militare e il governo stano cercando di cambiare l’Egitto. Quando i generali sbagliano, noi Fratelli musulmani glielo facciamo sempre notare. Però è indispensabile che queste osservazioni non esacerbino gli animi, ma siano fatte attraverso dei comunicati dei partiti o delle visite al Consiglio militare. Dobbiamo trovare tutti insieme un itinerario logico e moderato, invece di ricorrere continuamente alle manifestazioni.

 

Lei non era favorevole alla manifestazione di domenica?

 

Io ritengo che se si verifica un problema ad Assuan, come è avvenuto in questi giorni, o in qualsiasi altra città dell’Egitto, non sia il caso di portarlo al Cairo: se è un problema locale, deve restare tale. Non è una cosa logica che, per qualsiasi difficoltà di una parte o dell’altra del nostro grande Paese, si venga a bloccare il Lungo Nilo, cioè la strada più importante della Capitale. Tutti i diritti e tutte le richieste, come dicevo, sono garantiti, ma il modo di rivendicarli può essere più o meno opportuno.

 

L’Egitto sta passando momenti difficili. Come vede il suo futuro?

 

A Dio piacendo, passerà questa fase, così come è passata in tutti i Paesi che si sono liberato dalle tirannie o dalle dittature. Basti pensare all’Europa, e soprattutto all’Italia, dopo la Seconda guerra mondiale. Noi Fratelli musulmani siamo ben consci della natura della fase politica che il nostro Paese sta attraversando, e quindi insistiamo affinché l’Egitto sia protetto da queste discordie interne. Noi come musulmani e come cristiani vogliamo soltanto la parità reciproca.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
11/10/2011 - Mi spiace ma non riesco a credegli... (Giuseppe Crippa)

Alla lettura di questa intervista l'impressione è che il professor Fattah dica esattamente quanto pensa si augurino di sentire dei cristiani occidentali. Voglia il Cielo che mi sbagli di grosso.