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CRISTIANI UCCISI/ Il portavoce dei cattolici: una strage dei militari per restare al potere

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Una scena di scontri in Egitto (Foto: ANSA)  Una scena di scontri in Egitto (Foto: ANSA)

Dal 25 gennaio a oggi ogni due mesi si è verificato un attacco che riguardava una chiesa. L’ultimo è avvenuto ad Assuan due settimane fa, in seguito al quale i copti hanno deciso di organizzare la manifestazione di domenica. Questo perché l’amministrazione di Assuan ha mentito e ha permesso ai fondamentalisti di bruciare la chiesa. Episodi come questo si ripetono come una bomba a orologeria: ecco perché le persone sono arrabbiate. Come se non bastasse, il governo ha promesso di approvare una legge sulla costruzione di chiese e moschee, ma poi non lo ha fatto. Le autorità danno mano libera ai fondamentalisti che bruciano le chiese e insultano i cristiani su Youtube, Facebook e televisione di Stato. Quella che si sta verificando è un’escalation della tensione tra i cristiani da una parte e, dall’altra, non i normali musulmani, ma l’attuale amministrazione che governa l’Egitto.

Dopo tutto quanto è avvenuto, rimpiange Mubarak?

Durante il regime di Mubarak le cose non andavano meglio, anzi c’erano sempre episodi come quello di domenica. Ma il dittatore utilizzava le forze di sicurezza per mettere queste cose a tacere. Di certo noi cattolici non rimpiangiamo Mubarak, anzi riteniamo che quanto sta avvenendo ora sia il risultato del suo regime. E non dimentichiamo che chi oggi governa l’Egitto ha imparato proprio dalla lezione del vecchio dittatore.

Che cosa ne pensa del modo con cui il Consiglio militare e il governo stanno gestendo la transizione in Egitto?

Lo valuto in modo molto negativo: devono andarsene entrambi il prima possibile per consentirci di instaurare finalmente la democrazia. Sono tanti i problemi per i quali non si fa niente, come la crisi economica e la mancanza di forze dell’ordine nelle strade. Ma soprattutto, quello di domenica non lo considero un problema tra cristiani e musulmani, bensì tra cristiani e militari: l’Esercito ha deciso di schierarsi contro i copti, e questo è un fatto molto pericoloso.

Che cosa si può fare per garantire che i copti non siano attaccati di nuovo finché durerà la transizione democratica?



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COMMENTI
11/10/2011 - C'è un potere buono in noi. (claudia mazzola)

Ogni volta che c'è una strage di cristiani, mi sento tremare per il fatto che io sono nata in un paese civile e non sapendo cosa fare chiedo ai politici di buona volontà di aiutarci qui e nel mondo, lo facciano anche per me, ve ne prego.