Esteri
martedì 11 ottobre 2011
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“Quanto avvenuto domenica al Cairo non è stato la conseguenza del caso, ma il frutto di una strategia precisa da parte di esercito e polizia egiziana. Le forze dell’ordine hanno organizzato un gruppo di criminali di strada cui è stato affidato il compito di provocare i tumulti, in modo da avere la giustificazione per aprire il fuoco contro i manifestanti inermi. Dopo quanto avvenuto, la Chiesa cattolica in Egitto chiede che il Consiglio militare e il governo si dimettano il prima possibile”. Ad affermarlo è padre Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica in Egitto, dopo gli scontri davanti alla sede della tv pubblica che hanno portato alla morte di 36 persone secondo i copti e 25 secondo l’Esercito. Come sottolinea padre Greiche nell’intervista a IlSussidiario.net, “il Papa Shenouda ha indetto per tutti cinque giorni di digiuno. E’ così che i cristiani rispondono a chi li perseguita”.
Qual è il giudizio della Chiesa cattolica egiziana su quanto è avvenuto domenica al Cairo?
Quella che si è creata nel nostro Paese è innanzitutto una situazione molto negativa per gli egiziani in generale, e specialmente per i cristiani. Le manifestazioni erano iniziate in modo pacifico, poi l’Esercito ha sparato sulla manifestazione dopo che alcuni vagabondi si sono intromessi nel corteo. I militari quindi hanno utilizzato le camionette per spingere le persone fuori dalla manifestazione, e la conseguenza è stata quella di schiacciare diverse di loro sotto le ruote dei blindati. Il governo e il Consiglio militare non hanno fatto nulla per evitare che tutto ciò accadesse. Quello di domenica è stato l’episodio in assoluto più sanguinoso dall’inizio della rivoluzione.
Secondo alcuni gli scontri sarebbero stati fomentati da forze controrivoluzionarie infiltrate nel corteo. E’ davvero così o è la solita dietrologia?
Le racconterò qualcosa che nell’Occidente non potete nemmeno immaginare, ma che è ben noto nel Medio Oriente dove hanno governato a lungo dittatori come Hosni Mubarak, Bashar Al-Assad, Ali Abdullah Saleh e Muammar Gheddafi. A volte i regimi non usano direttamente l’esercito o la polizia, ma assoldano dei criminali di strada, organizzandoli in gruppi che poi si recano nel punto in cui si sta svolgendo la manifestazione per fermare o dissolvere il corteo. Questi gruppi di persone, che domenica al Cairo agivano per conto della polizia e dell’esercito, hanno iniziato a sparare e a tirare pietre contro le forze di sicurezza. Garantendo così ai generali la giustificazione morale per intervenire, sparando con armi da fuoco contro dei manifestanti inermi e schiacciandoli con dei carri armati. E’ la stessa strategia utilizzata per esempio da Bashar Al-Assad in Siria, che grazie a questo escamotage può raccontare al mondo che i manifestanti sono terroristi che uccidono i soldati dell’esercito siriano. Ha idea di quello che le sto dicendo?
Sì purtroppo. Ma cosa ne pensa del comportamento dei copti?
La loro è stata la reazione di chi si sente attaccato. Ma i manifestanti hanno risposto con sassi e bastoni, non con armi da fuoco.
Cosa sta accadendo in Egitto dopo la rivoluzione del 25 gennaio?
Ogni volta che c'è una strage di cristiani, mi sento tremare per il fatto che io sono nata in un paese civile e non sapendo cosa fare chiedo ai politici di buona volontà di aiutarci qui e nel mondo, lo facciano anche per me, ve ne prego.
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