BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

OBAMA/ Nessuna opzione esclusa. Abbiamo le prove del complotto dell’Iran

La situazione è sul punto di deflagrare, dopo che Washington ha sventato un attacco terroristico per uccidere l’ambasciatore saudita negli Usa firmato dall’Iran.

Foto AnsaFoto Ansa

La situazione è sul punto di deflagrare, dopo che Washington ha sventato un attacco all’ambasciatore saudita negli Usa firmato dall’Iran. I due presunti terroristi artefici del piano sono Mansour Arbabsiar, americano di origine iraniane attualmente in mano agli Usa, e Gholam Shakuri, membro dell’Armata Qods, una sezione dei pasdaran (l’organismo paramilitare su cui si fonda il potere del regime) coinvolta in azioni clandestine, che si troverebbe, invece, a Teheran. Gli attentatori intendevano assoldare, per compiere materialmente l’uccisione, i narcos messicani. Stavano contrattando con un loro emissario, dandogli un anticipo sul milione e mezzo pattuito di 50 mila dollari quanto sono caduti in una trappola. L’uomo, infatti, era un investigatore. La reazione degli Usa non si è fatta attendere.

Il segretario di Stato Hillary Clinton è intenzionata a far pressione su tutti gli stati che fanno parte dell’Onu perché le sanzioni nei confronti dell’Iran siano realmente applicate.  Il vicepresidente Joe Biden ha, invece, fatto sapere che gli Usa stanno lavorando per ottenere l’appoggio dell’opinione pubblica mondiale per ogni eventuale contromossa. Intanto, il principe saudita Turki al Faisal ha fatto sapere che «qualcuno in Iran dovrà pagare», mentre le tv americane si stanno chiedendo se il complotto sia da ritenersi un atto di guerra. Durissima anche la reazione del presidente della Commissione parlamentare sulla Sicurezza interna degli Usa, Peter King: «sul tavolo – ha detto - ci sono tutte le opzioni, e non si può escludere anche una risposta militare». Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ieri aveva parlato di palese violazione del diritto internazionale, oggi si è ritrovato sulle posizioni di King; ha lanciato un duro monito contro la Repubblica islamica, affermando che il piano è senz’ombra di dubbio da ricondurre all’Iran e che i governanti del Paese dovranno tenerne conto. Poi, ha aggiunto: «nessuna opzione viene esclusa». In conferenza stampa, inoltre, ha affermato: «Non avremmo avanzato queste ipotesi se non avessimo avuto in mano fatti che provassero le accuse».