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GHEDDAFI MORTO/ Fotogallery: le immagini che fanno il giro del mondo

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Foto Ansa  Foto Ansa

La fine di un dittatore, come sempre cruenta e tragica. Le foto del volto insanguinato di Gheddafi, l'uomo che per quattro decenni ha governato e oppresso con pugno di ferro la Libia, stanno facendo il giro del mondo. Una fine che ricorda quella del dittatore italiano, Mussolini, anche lui massacrato mentre si nascondeva ed era in fuga. Sembra che le ultime parole del colonnello, scovato dentro un tunnel, siano state "non sparate". Eppure come sempre in questi casi circolano voci contraddittorie sul modo in cui sia morto Gheddafi. Secondo alcune di esse sarebbe rimasto vittima di un raid di elicotteri della Nato che lo hanno costretto a rifugiarsi nel tunnel mentre cercava di fuggire da Sirte, sua città natale, dove sarebbe rimasto nascosto dallo scorso 21 agosto quando era caduta la capitale Tripoli. Si dice che volesse dirigersi verso Misurata. Ferito gravemente dalle bombe Nato, Gheddafi sarebbe stato portato di corsa in ambulanza a un ospedale: ecco perché le prime notizie dicevano che era stato catturato vivo, ma ferito. All'ospedale sarebbe poi giunto già morto. Altre voci parlano di un colpo alla testa sparato da un soldato delle milizie ribelli che stavano entrando a Sirte dopo lungo assedio: freddato nonostante la sua richiesta di arrendersi. Vedremo se la vera sorte del dittatore nei suoi ultimi minuti di vita verrà prima o poi resa nota. Il corpo adesso viene portato in una località segreta, per motivi di sicurezza, come ha confermato un portavoce del Cnt. A questo punto, la lunga guerra civile della Libia durata per sanguinosi mesi, dovrebbe essere giunta alla fine. Appena la notizia della morte di Gheddafi si è diffusa si sono immediatamente verificati caroselli e manifestazioni di giubilo, in particolare a Tripoli. La gente è scesa per strada inneggiando alla morte del tiranno. Il Cnt conferma poi l'avvenuto arresto, sempre a Sirte, del capo dei servizi segreti dell'ex regime Abdallah Senoussi e il capo dei servizi di sicurezza Mansour Daou. Sarebbe invece ancora in fuga uno dei figli, Saif al-Islam, ricercato anche lui dal tribunale penale internazionale per crimini contro la popolazione civile. Si starebbe dirigendo nel deserto nel sud della Libia.


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