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GHEDDAFI MORTO/ L’esperto: ecco cosa accadrà dopo la morte del Rais

Pubblicazione:giovedì 20 ottobre 2011 - Ultimo aggiornamento:giovedì 20 ottobre 2011, 18.15

Il corpo di Muammar Gheddafi (Foto Ansa) Il corpo di Muammar Gheddafi (Foto Ansa)

GHEDDAFI MORTO: IL PUNTO DELL'ESPERTO. Dopo la diffusione delle foto e dei video non ci sono più dubbi: Muammar Gheddafi è morto. Ancora non c’è una versione ufficiale su come sia stato ucciso l’ex Rais che da oltre 40 anni regnava sulla Libia: secondo alcuni sarebbe stato ucciso durante una sparatoria; secondo altri, sarebbe morto durante il trasporto verso l’ospedale di Misurata in seguito alle ferite riportate nel corso delle operazioni per la sua cattura. “La guerra è praticamente finita” è stato il commento del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Sarà da vedere quali benefici ne avrà l’Italia, dato che, come ci spiega Arturo Varvelli, Ricercatore dell’Istituto di Studi di Politica Internazionale (Ispi), «probabilmente si concluderà una fase di rapporti privilegiati che il nostro Paese, al di là di Berlusconi, ha sempre avuto con il regime di Gheddafi, in favore di accordi anche con altri paesi». (clicca su questo link per vedere la fotogallery del cadavere di Gheddafi) Ma era proprio necessario arrivare all’uccisione del Colonello? «Si può dire che non vi fosse alternativa. L’uscita di scena di Gheddafi era una strada praticamente obbligata. Anzitutto, perché un Gheddafi in vita avrebbe potuto gettare in imbarazzo molti leader delle democrazie occidentali. Avrebbe, infatti, potuto parlare delle sue consolidate amicizie. Ma vi era poca convenienza a mantenerlo in vita anche tra i ribelli. L’impressione è che tra le varie fazioni fosse stata innescata una “caccia al trofeo”». In effetti, fa notare Varvelli, lo stesso ragionamento relativo agli Stati occidentali, potrebbe riferirsi ai capi del Consiglio nazionale di transizione (Cnt): «Molti tra i leader del nuovo organismo di rappresentanza del Paese, fino a pochi mesi fa erano uomini del regime di Gheddafi: basti pensare al Segretario del Cnt, Mustafa Abdal Jalil, che era ministro della Giustizia fino a febbraio. Non avevano alcuna convenienza a lasciare che il Colonnello potesse dire la propria sul loro operato degli anni passati». (clicca su questo link per vedere il video del cadavere di Gheddafi assalito dalla folla)

Sta di fatto che, adesso, dopo la morte del Rais, la situazione per la Libia diventerà complicata. «Paradossalmente, fino a questo punto è stato Gheddafi a tenere unito il Paese e le varie componenti del Cnt che gli davano la caccia». E uno dei problemi è proprio capire come tali componenti interagiranno tra di loro, perché «c’è una divisione tra i vari Jalil, Jabril, e Taruni, a capo del Cnt, e tra i vertici militari. E tra i vertici politici e quelli militari». Questi ultimi, in particolare, «si rifanno a forze di ispirazione islamica». Secondo Varvelli, però, «le probabilità che il potere sia assunto da forze estremiste di ispirazione Al-Qaedista o salafite sono basse. Tuttavia, non è escluso - anzi, è quasi certo - che la nuova Libia dovrà tenere conto di alcune forze politiche di ispirazione islamica, che nella società sono prevalenti. È incerto, in ogni caso, l’indirizzo che tali forze assumeranno».


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COMMENTI
20/10/2011 - gheddafi (maria schepis)

Si é scritta la parola fine sulla vicenda umana e politica di Gheddafi di fronte alla morte,anche di un atroce tiranno,io provo un sentimento di pietà.Di Gheddafi governante ho sempre condannato tutto: la grave negazione dei diritti umani,la ricchezza del paese nelle mani della sua oligarchica famiglia ,la politica internazionale furbesca ed estremamente colorita.Tutto era farsesco e roboante in lui,dalle guardie del corpo,alla tenda beduina,eppure tanti,troppi l'hanno omaggiato e hanno nicchiato sulle sue stravaganze ,da lui astutamente usate come strumento di accettazione. Che succederà ora? Non credo che il primo pensiero dei nuovi governanti sarà preservare i diritti umani.Come giustamente dice l'autore del presente articolo la limitazione di libertà sarà il prezzo da pagare per un minimo di benessere. Non sopporto però le sofferenze della gente comune ,mi chiedo allora,perché strumentalizzare i diritti umani,quando l'interesse dei Paesi occidentali é stato ed é il petrolio?Il regime é durato a lungo, tante sono state le frequentazioni con Gheddafi,ci si é accorti solo pochi mesi fa che era un tiranno?La ribellione è nata dopo quella egiziane ma sono stati due eventi diversi.Anche i Siriani stanno patendo le pene dell'inferno e Assad emette ogni giorno sentenze di morte,ma nessuno muove un dito,là non ci sono diritti umani da salvaguardare?E' l'ipocrisia dei grandi stati che mi ripugna:un uomo non vale per quello che é ma per il greggio che il suo paese produce