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SPAGNA/ L’Eta annuncia la fine irrevocabile della lotta armata

Pubblicazione:venerdì 21 ottobre 2011

L'arresto di uno dei leader dell'Eta - Foto Ansa L'arresto di uno dei leader dell'Eta - Foto Ansa

L’Eta ha annunciato la fine irrevocabile del conflitto armato. Il gruppo separatista basco di matrice terrorista ha dato l’annuncio storico mediante un comunicato diffuso sul quotidiano in lingua basca Gara. Ora il gruppo, dopo 40 anni di conflitto, invita i governi spagnolo e francese a trovare una soluzione comune alle conseguenze del conflitto e ad aprire un dialogo diretto. Il confronto proposto dall’Eta dovrebbe avere come obiettivo ultimo il superamento definitivo del conflitto armato. La decisione giunge, non casualmente, a tre giorni di distanza dalla conferenza di pace di San Sebastian cui hanno partecipato l'ex segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il presidente dello Sinn Fein, movimento indipendentista irlandere, Gerry Adams e l'ex capo di gabinetto di Tony Blair, Jonathan Powell. La notizia è stata accolta con grande entusiasmo dai vertici politici. Il premier spagnolo Zapatero ha definito la fine della lotta armata «una vittoria della democrazia, della legge e della ragione» «di importanza transcendentale». Nata sul finire degli anni ’50, nel 1958 per la precisione, da un gruppo di studenti nazionalisti, l'Euskadi ta Askatasuna (“Paese Basco e Libertà”, da cui l’acronimo Eta), si calcola che abbia fatto almeno 822 vittime, di cui 341 civili e 481 tra poliziotti e militari. D’ispirazione marxista-leninista, in questi hanno si è battuta per l’indipendenza delle popolazioni di lingua basca, un idioma di cui è sconosciuta l’origine, e per la creazione di uno stato fondato sul socialismo reale. La lotta armata ebbe inizio il 7 giugno del ’68, quando fu assassinata la guardia civile José Pardines, seguita, il 2 agosto, dello stesso anno, da Melitón Manzanas, dirigente della Brigada Social (polizia politica). Il 20 dicembre 1973 fu la volta dell'ammiraglio Luis Carrero Blanco. Si trattava del capo del governo, erede designato del dittatore Franco, che, nel ’42, inflisse dei durissimi colpi all’autonomismo basco, arrivando, praticamente, ad estirparlo. Nonostante ai membri dell’Eta, dopo la morte di Franco, fu concessa un’amnistia, questo non bastò a placarne l’azione.


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