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GHEDDAFI/ Geninazzi: a chi fa comodo la fine del "cane" di Europa e Usa?

Pubblicazione:sabato 22 ottobre 2011

Foto: Ansa Foto: Ansa

E’ un epilogo disgustoso, su Avvenire di oggi (ieri, ndr) riferendomi all’ipotesi che sia stata un’esecuzione l’ho definito “L’ultimo sospetto”. Ormai abbiamo ben più di un sospetto, anzi una certezza morale se non giuridica che Gheddafi è stato ucciso a sangue freddo. Abbiamo visto un filmato in cui il Colonnello parla e si muove e uno, poco dopo, in cui è già cadavere. Qualcuno gli ha sparato un colpo alla tempia, e l’aspetto più interessante non è scoprire chi lo ha fatto, ma chi ha dato l’ordine. Sono certo che il comando veniva dall’alto, è difficile che in questo frangente un ribelle ventenne si sia presa la responsabilità di premere il grilletto di sua spontanea iniziativa. E questo è l’aspetto peggiore della vicenda, perché soprattutto le immagini mostrano la brutalità di quell’esecuzione. Mentre ritengo che la pietà umana nel momento della morte sia dovuta a tutti, anche a Gheddafi. Peccato però che l’eliminazione di Gheddafi facesse comodo un po’ a tutti.

 

Secondo lei, chi è stato davvero Muammar Gheddafi?

 

E’ stato senza dubbio un dittatore feroce e ci sono diversi fatti che lo dimostrano, non da ultimo la repressione di febbraio contro gli insorti di Bengasi. E inizialmente gli insorti non erano armati, ma manifestavano come a Tunisi e al Cairo scendendo nelle piazze e brandendo soltanto il telefonino, Facebook e Twitter. Per non contare poi tutti gli episodi di terrorismo, a partire dalla strage di Lockerbie del 1988. Dopo gli attentati del 2001 però Gheddafi intuisce che, se non cambiava strada, avrebbe fatto la fine del regime afghano o di Saddam Hussein. Diventa quindi un alleato dell’Occidente contro l’integralismo islamico, e in questo suo contrapporsi al fondamentalismo ha avuto una sua coerenza. Inoltre, bisogna rendergli l’onore delle armi: non è scappato ed è rimasto a Sirte fino all’ultimo. D’altra parte, come spesso accade ai dittatori, circondati da gente che non osa contraddirli, aveva un po’ perso il senso della realtà ed è stata questa la sua rovina. Ma c’è da dire che Gheddafi non è stato solo un dittatore sanguinario, anzi ha gestito il Paese in modo avveduto distribuendo i proventi del petrolio e creando così un ceto a lui fedele.

 

Dopo la caduta di Gheddafi, quali prospettive si aprono per Libia?


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COMMENTI
22/10/2011 - voyerismo (francesco scifo)

Le immagini di morte in diretta che scorrono sulle televisioni dimostrano come si calpesta la dignità della persona; ma ciò che è peggio è la mancanza di pubblico scandalo per questo fatto. Per procurare soddisfazione al pubblico assuefatto, si fanno vedere nei telegiornali immagini sempre più crude, condendole con l'alibi della cronaca. C'era un film americano degli anni 70 "Rollerball" mi pare, che ipotizzava un gioco che finiva con la morte di uno dei concorrenti: all'epoca sembrava una cosa assurda. Ebbene ormai la morte in diretta è abituale nelle news ed, anzi, c'è chi se ne rallegra. Nessuna comprensione per un feroce dittatore, ma anche dietro quella immagine c'era una persona: chi tramette e chi gode e lucra su quelle immagini è proprio come lui:stessa sensibilità.