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Esteri

GHEDDAFI/ Geninazzi: a chi fa comodo la fine del "cane" di Europa e Usa?

Per LUIGI GENINAZZI, “nel ‘wow’ di Hillary Clinton di fronte alle immagini di Gheddafi sfigurato, c’è tutto il cinismo dell’Occidente di fronte al tragico epilogo della guerra”

Foto: AnsaFoto: Ansa

“C’è un’immagine che, più di tanti giudizi, è il commento più completo alla morte di Gheddafi. Quella di Hillary Clinton che, di fronte al volto sfigurato e sanguinante del rais, sorride soddisfatta ed esclama ‘Wow’”. A osservarlo è Luigi Geninazzi, editorialista e inviato del quotidiano Avvenire, il giorno dopo la cattura e uccisione del Colonnello libico.

Geninazzi, quel “Wow” esprime anche il cinismo con cui i governi occidentali hanno condotto la guerra mascherandola di buone intenzioni?

Ritengo indispensabile fare una distinzione. Quando il 20 marzo la guerra è iniziata, sono convinto che l’intervento fosse giustificato. Non solo dal punto di vista giuridico, perché è stata avallato dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, ma anche perché Gheddafi aveva dichiarato “andremo a Bengasi e li uccideremo come dei ratti nelle fogne”. L’obiettivo con cui è iniziato l’intervento è stato quindi quello di proteggere i civili. La premessa era giusta, quello che poi è avvenuto come al solito è stato che, come diceva Von Clausewitz, “le guerre non finiscono mai come prevedeva chi le ha iniziate”. Il famoso principio della difesa dei civili è diventato quindi una coperta troppo corta per raggiungere ben altri obiettivi. C’erano degli interessi da difendere e lo stesso Sarkozy ha dovuto ammettere che c’era un “retropensiero”.

Qualcuno ha parlato anche di bombardamenti indiscriminati …

Se non indiscriminati quantomeno sono stati interessati, e da ultimo si sono trasformati in una vera e propria caccia all’uomo. Giovedì ne abbiamo avuto la conferma più clamorosa: perché hanno colpito il convoglio su cui Gheddafi stava fuggendo? Chi lo componeva erano persone in fuga che volevano soltanto salvare le loro vite. Il fatto di colpire le jeep non era legato alla necessità di proteggere dei civili: non si trattava infatti di carri armati che si muovevano per attaccare Sirte, eppure quelle auto sono state inquadrate nei mirini degli aerei della Nato che hanno fatto fuoco. Ma qual era la necessità di sparare? Ovviamente, l’obiettivo inconfessabile era quello di eliminare il dittatore. I comandi della Nato dovrebbero quindi spiegare che cosa può giustificare quell’ultima operazione. E’ una logica perlomeno strana e chiunque è in grado di comprenderlo.

Come commenta l’uccisione a sangue freddo di Gheddafi?


COMMENTI
22/10/2011 - voyerismo (francesco scifo)

Le immagini di morte in diretta che scorrono sulle televisioni dimostrano come si calpesta la dignità della persona; ma ciò che è peggio è la mancanza di pubblico scandalo per questo fatto. Per procurare soddisfazione al pubblico assuefatto, si fanno vedere nei telegiornali immagini sempre più crude, condendole con l'alibi della cronaca. C'era un film americano degli anni 70 "Rollerball" mi pare, che ipotizzava un gioco che finiva con la morte di uno dei concorrenti: all'epoca sembrava una cosa assurda. Ebbene ormai la morte in diretta è abituale nelle news ed, anzi, c'è chi se ne rallegra. Nessuna comprensione per un feroce dittatore, ma anche dietro quella immagine c'era una persona: chi tramette e chi gode e lucra su quelle immagini è proprio come lui:stessa sensibilità.